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Articoli - Archivio

06/08/2015
BOSCH A GRANDI PASSI VERSO L'OFFICINA TUTTA CONNESSA

La divisione automotive aftermarket del Gruppo Bosch

 

Più produttività e maggiore qualità del lavoro con l’interconnessione dei sistemi diagnostici e delle autoattrezzature: è l’orizzonte prospettato dalla divisione Automotive Aftermarket del gruppo tedesco, forte anche del sostanziale rinnovo della gamma a marchio Sicam

Francesco Lojola

Destinazione garage interconnesso: si riassume così la strategia della divisione Automotive Aftermarket del gruppo Bosch, cui fanno capo oltre all’omonimo marchio anche i brand Beissbarth, Sicam, OTC e Robinair, che punta dichiaratamente sul collegamento in rete dei dispositivi di diagnosi e controllo, come pure delle diverse autoattrezzature. Se internet è ormai una realtà pervasiva, non c’è dubbio che l’integrazione dei sistemi e l’interscambio delle informazioni utili a comporre l’identikit passato e presente del veicolo sottoposto a manutenzione rappresentino altrettanti punti fermi di un’evoluzione già in corso. Per il colosso tedesco l’obiettivo è avvantaggiarsi della proposta di una soluzione completa, basata sul proprio protocollo di comunicazione in rete che già può contare su un’ampia diffusione. Per l’officina, di contro, il leit motiv del cosiddetto connected workshop si traduce nell’opportunità di snellire e velocizzare i flussi di lavoro, rendendo un migliore servizio complessivo. Dice Giulia Montanini, marketing manager di Bosch Automotive Service Solutions: “L’officina connessa rappresenta una tendenza destinata a consolidarsi. Se all’interno tutto è collegato, l’operatività guadagna in termini di efficienza, godendo di una rapidità e di un’immediatezza prima impensabili. È anche il vantaggio di conoscere il pregresso, grazie alla base di dati che si forma nel tempo e viene condivisa in rete, accanto allo stato di salute dei veicoli rilevabile in tempo reale”.

 

Clienti interconnessi e sempre informati

Il beneficio si estende, ovviamente, alla clientela. “La connettività - le fa eco Roberto Nicolini, senior global product manager di Bosch Automotive Service Solution - consente al contempo di mettere a disposizione anche del cliente finale lo storico della manutenzione del veicolo, ogni volta che torna in officina. Tutte le informazioni relative agli interventi effettuati in precedenza sono visualizzabili a monitor e, nell’ambito del sistema di officina connessa cui stiamo dando corpo, l’insieme dei dati utili viene subito inviato alle varie attrezzature collegate in rete, dagli smontagomme ai tester diagnostici, dall’apparato di ricarica del climatizzatore al sistema che gestisce i Tpms”. Eliminando così non solo la necessità di inserire i dati di targa del veicolo richiesti per impostare il ciclo di lavoro delle diverse attrezzature, ma anche quelli indispensabili per l’eventuale programmazione, come avviene nel caso della sostituzione dei sensori di pressione dei pneumatici. Inoltre, anche la diagnosi rapida della geometria e dell’usura delle ruote, che sempre più rappresenta l’operazione preliminare gratuita effettuata sui veicoli all’ingresso del centro assistenza, sortisce un report più completo grazie alla possibilità di integrarvi i dati del pregresso; e l’interconnessione accelera il seguito, qualora il cliente scelga di effettuare la diagnosi approfondita e di procedere con i relativi interventi. I dati di setup sono comunicati all’istante alle altre apparecchiature collegate, dallo smontagomme all’equilibratrice, e tutto è subito pronto per operare. E una volta che la connessione è cosa fatta, non può mancare un’app per tenere tutto a portata di mano. Un’ulteriore direttrice di sviluppo, che s’inquadra bene nel contesto dell’officina connessa, consiste nella realtà aumentata a supporto dell’operatore.



Realtà virtuale più che mai reale

A dare eloquente dimostrazione delle possibilità offerte da un simile sistema è stato, nel corso dell’ultima rassegna Autopromotec, il team Beissbarth, con un’applicazione del nuovo software di augmented reality dedicata alla regolazione dell’assetto ruote. È sufficiente inquadrare con la fotocamera di un tablet la parte meccanica su cui si deve intervenire (nel caso specifico braccetti e testine della scatola di sterzo) per ottenere a video, sovrapposte all’immagine, tutte le informazioni rilevanti, dall’attrezzatura necessaria alle istruzioni per procedere, sotto forma di ulteriori foto e video, accanto ai testi e agli oggetti tridimensionali che si muovono simulando, come nel caso della chiave inglese che agisce sulle testine, l’intera operazione. Inoltre l’addetto può richiedere in remoto ulteriore assistenza ai tecnici del centro di supporto che Bosch mette a disposizione nel portafoglio dei propri servizi online. In parallelo agli sviluppi sul fronte digitale, la divisione Automotive Aftermarket sta investendo sui processi produttivi delle autoattrezzature. In particolare la nuova generazione di smontagomme commercializzati con i marchi del gruppo si avvale dallo scorso anno di una piattaforma totalmente rinnovata, denominata Fenice. “È stata concepita - dice Montanini - per ridurre la complessità progettuale del prodotto e ottimizzare il processo di fabbricazione. Si tratta di una piattaforma modulare con una spiccata flessibilità, grazie alla quale abbiamo nettamente ridotto il time-to-market, aumentando al contempo la capacità produttiva, portata nel 2014 alla soglia delle 2mila macchine annue”.

 

Intuitività, praticità e sicurezza del lavoro

La nuova famiglia di smontagomme marchiati Sicam Falco Evo 600, 622 e 628 sortisce proprio da Fenice, e lo stesso vale per la linea, di recente messa in produzione, di sistemi di ricarica dei condizionatori. “Un servizio, quest’ultimo - osserva Nicolini - sempre più presente anche nei pdv dei gommisti specialisti. Così come le attività di diagnostica per il controllo completo del sistema ruota-freno-sospensioni del veicolo, che si sono fatte quasi imprescindibili”. Del resto, tanto i tradizionali meccanici quanto i gommisti tendono ad ampliare la sfera delle rispettive competenze, abbracciando nuove aree di business e sviluppando servizi che in precedenza non consideravano. “Dal momento che l’imperativo è e resta lavorare sicuri, più comodi, in modo più intuitivo e con minore sforzo - riprende Nicolini - il concetto guida primario su cui poggia il rinnovo della gamma degli smontagomme è lo studio ergonomico. Ciò significa non solo guardare al segmento top del mercato, ma anche a quello intermedio e all’entry level, rendendo disponibili a tutti i livelli attrezzature in linea con tale approccio progettuale”. L’esempio più recente è dato dalla colonna di assistenza pneumatica munita del sistema Ergo Control che permette di eseguire più rapidamente la stallonatura senza aggiungere un ulteriore pedale, ma con un azionamento manuale concepito affinché l’operatore mantenga una corretta posizione di lavoro.

Quanto alle equilibratrici, a imperare oggigiorno è la filosofia touchless, cui i marchi del gruppo Bosch certo non derogano. “Stiamo lavorando a nuovi sistemi di rilevamento ottico per effettuare le misure della ruota senza alcun contatto. Entro il 2016 lanceremo sul mercato una nuova generazione di bilanciatrici, con caratteristiche del tutto inedite”. 

 

SMONTAGOMME SICAM, L’INTELLIGENZA DELL’ERGONOMIA

Tra le novità di questo primo semestre d’anno spiccano gli smontagomme della serie 62X firmati Sicam. A renderli “intelligenti” non è la connettività, già comunque prospettata in un prossimo futuro in cui le infrastrutture di base dei pdv e le economie di scala produttive la porranno concretamente alla portata dei più, ma i contenuti di ergonomia. I senza leva della famiglia Falco Evo, che al modello 600 si affianca la coppia rispettivamente siglata 622 e 628 (con serraggio esterno per cerchi fino a 22” e 28”), adottano infatti un sistema di stallonatura manuale, studiato per effettuare l’operazione mantenendo una posizione di lavoro di totale correttezza e altresì di piena sicurezza. Ci si posiziona di fronte alla ruota, e, invece di spingere sul tradizionale pedale, si aziona una leva stallonatrice. Il meccanismo di Ergo Control, questo il nome del sistema disponibile in opzione, evita colpi al braccio dell’operatore garantendogli sia la sensibilità di manovra sia la possibilità di guidare anche solo con un dito il movimento della pala. Muniti di un piatto rotante che può girare a due diverse velocità, gli esemplari della serie vantano un elevato momento torcente e un avviamento dolce. Le staffe modificate, infine, sono concepite per semplificare il serraggio dei diversi tipi di cerchi.

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