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Articoli - Archivio

28/04/2014
BLIZZAK LM001 PER L'INVERNO SICURO A TUTTO TONDO

L'esordiente di Casa Bridgestone 


Dalle impressioni sortite provando il nuovo invernale di Bridgestone, messo alla frusta in Svezia, emerge un’evoluzione nel segno della polivalenza che fa del prodotto giapponese un nuovo riferimento nel segmento winter per city car e compatte

 

Mino De Rigo

Immerso nella taiga svedese, in uno scenario innevato di grande fascino che alterna laghi e foreste tra ampie pianure e colline fitte di abeti, si trova lo Swedish Proving Ground: l’impianto è alle porte di Vidsel, a un centinaio di chilometri dal circolo polare artico, dove Bridgestone trasferisce ogni anno un team internazionale di tecnici, piloti e ingegneri per una quindicina di settimane nella stagione più fredda allo scopo di svolgere test soggettivi e strumentali sui pneumatici invernali in fase di sviluppo e sperimentazione. Ci siamo recati sul posto in occasione del lancio dell’ultimo nato della Casa nipponica, il disegno winter Blizzak Lm001.

A disposizione per le prove, due piste rettilinee con neve battuta lunghe rispettivamente 1.380 e 550 metri, altrettanti circuiti innevati per l’handling a velocità sostenute, due tracciati con fondo ghiacciato, una piattaforma con fondo misto neve e ghiaccio dedicata alle misurazioni telemetriche e poi, ancora, uno stretto percorso collinare. Nulla di meglio insomma, per poter mettere alla frusta il nuovo pneumatico invernale. E poiché invece degli abituali 40 gradi sottozero ci ha accolto un clima nient’affatto estremo, del tutto in linea con i freddi cui siamo adusi, abbiamo potuto muoverci anche su tratti caratterizzati da neve sciolta, ampliando così il novero delle condizioni di prova. Primo nella scansione dei test di giornata, ecco il circuito con neve battuta: quasi 2 km lungo i quali confrontare l’handling e le risposte del veicolo allo sterzo nell’impostare curve e controcurve, provando amche a chiuderle più del dovuto, e nello spingere sull’acceleratore alternando bruschi on-off.

 

Più progressività e aderenza

Tutto ciò al volante di due identiche Golf serie VII motorizzate 1.4 Tsi ed equipaggiate l’una con un set di Blizzak Lm001, nella misura 195/65 R15T, e l’altra con un treno di pneumatici premium concorrenti. Risultato del test iniziale, l’impressione di maggiore progressività dell’invernale giapponese, come pure di una trazione più efficace in ripresa e nei trasferimenti di carico. Nonché di un più rapido riallineamento della vettura in traiettoria, dopo averla fatta scomporre rilasciando di colpo il gas e frenando ad andatura sostenuta. Giudizio paritetico, invece, nella successiva prova, con le vetture impegnate in ripetuti slalom, su ampie traiettorie a 30 km/h, in serpentina a 50 km/h e in corsia tra i coni a 40 km/h. Equivalenza confermata poi dai valori di accelerazione laterale rilevati strumentalmente a bordo dei veicoli. A ribadire, invece, i progressi già riscontrati nello sfidante rispetto al competitor, lievi ma sempre percettibili, la guida su uno stretto e tormentato percorso collinare, come in montagna su stradine ripide ingombre di neve e dal fondo insidioso, che cambiava consistenza: eccoci allora intenti a provare la partenza in salita, e, sull’abbrivio immediato, a spingere l’acceleratore a tavoletta per valutare il grip delle gomme.

 

Precisione e controllo su fondi misti

Eccoci poi, a correggere la curva dopo averla presa un po’ troppo allegramente, cercando di rientrare il più in fretta possibile dallo slittamento; quindi, una volta presa velocità sul dritto, a simulare una frenata d’emergenza in un tratto in discesa; e, ancora, ad accelerare dopo lo stop&go. Di nuovo, più trazione, stabilità e direzionalità che il nuovo Blizzak Lm001 è parso garantire a tutto beneficio della sicurezza nonché a vantaggio di una sensazione di controllo che ispirava maggiore confidenza. Al termine delle prime tre prove erano già emerse con chiarezza differenze in base a cui propendere per il prodotto esordiente. Il quale peraltro, rispetto al predecessore Blizzak Lm32, è accreditato di una maggiore vocazione alla guida sul bagnato e, al contempo, una più elevata resistenza all’usura: secondo Bridgestone, la durata della nuova gomma dovrebbe assicurare a city car e compatte percorrenze dell’ordine di 30mila km, con performance che non degradano sostanzialmente fino a oltre la metà del battistrada, ossia alla soglia dei 3,5 mm sugli 8 iniziali. Anche il peso è dichiarato inferiore, così come il consumo, le emissioni di Co2 e il rumore di rotolamento, mentre i prezzi di listino dovrebbero risultare pressoché in linea con quelli dell’ Lm32.

Sotto il profilo tecnico l’Lm001 si avvantaggia di una mescola con nuovi polimeri e un elevato contenuto di silice, nonché di una particolare geometria degli incavi. Che come ampie “V” ricavate sul battistrada, si allungano a mo’ di corna rovesce fin sulle spalle, allargando la propria sezione verso l’esterno.

 

Geometria degli incavi e lamelle 3D

In questo modo da un lato si può ottenere l’evacuazione più rapida di acqua e fango (contrastando il fenomeno dell’aquaplaning) e dall’altro, grazie alla specifica inclinazione degli stessi incavi, un maggiore compattamento della neve per meglio ingranarla a vantaggio della trazione e della frenata. Vi contribuisce anche l’effetto spigolo delle lamelle 3D, che peraltro nell’andatura sull’asciutto, come pure sul bagnato, creano una sorta di incastro capace di mantenere la rigidità del battistrada: limitando le deformazioni si aumenta la tenuta dello pneumatico e al contempo si contiene la generazione di calore, riducendo il consumo. Frutto di un ulteriore accorgimento tecnico, gli spigoli opportunamente smussati dei tasselli del battistrada, in modo tale da ridurre, nella marcia su fondi bagnati, i vortici d’acqua negli intagli, facilitandone l’espulsione. Tornando infine alle prove, eccoci ai due i test rimanenti. È il momento di misurare, strumenti alla mano, o per meglio dire display del Vbox tablet alla vista, accelerazione longitudinale e spazi di arresto sulla neve ghiacciata, nel confronto tra il Blizzak Lm001 e il benchmark. Con rilevazioni condotte su pista rettilinea, registrando la prima nell’intervallo da 10 km/h a 35 km/h e i secondi in quello da 35 km/h a 5 km/h, così da minimizzare l’incidenza di variabili legate alla guida e all’intervento dell’Abs. Al termine, una nuova conferma per il prodotto all’esordio. Che sarà disponibile sul mercato italiano entro settembre in nove misure, dalla 165/70 R14 81T alla 205/55 R16 91H.

 


•  LE CONDIZIONI INVERNALI IN GAMMA COMPLETA

Di strada, nell’arco di un decennio, ne hanno fatta davvero tanta. Ripensando alle coperture da neve allora sul mercato, gli odierni pneumatici invernali non sembrano neppure loro parenti lontani. Insomma, nessuna nostalgia per quei prodotti che, appena posata la gomma fuori dai fondi innevati, restituivano una rumorosa e preoccupante sensazione di galleggiamento, che faceva tutt’uno con una risposta al volante sempre più incerta al crescere dell’andatura. Per le nuove generazioni di pneumatici winter, oggi, uno sviluppo che da un lato risponde a una domanda di prestazioni senza compromessi e che dall’altro si ispira a una segmentazione legata alle specifiche condizioni climatiche.  È così per la gamma invernale Bridgestone, divisa sostanzialmente in due, in ragione della prevalenza di pioggia e neve, come in buona parte dell’Europa centro-meridionale, piuttosto che di una maggiore rigidità del clima, tipica dei Paesi nordici, dove l’innevamento è pressoché costante, come pure la presenza di ghiaccio. Ecco allora da una parte la gamma lamellata per vettura composta dai Blizzak Lm32 e 32S e dal nuovo Lm001, cui si affianca, destinato a 4x4, Suv e Cuv, il disegno Lm-80 Evo; dall’altra il Blizzak Ws70 e, rivolto specificamente a pickup, crossover e sport utility, il Dm-V1, entrambi capaci di esprimersi al meglio nella stagione fredda più estrema. Ad accomunarli tutti, le caratteristiche di comfort di guida, la rumorosità ridotta e la tenuta di strada nelle diverse condizioni invernali. Senza deroghe alla sicurezza.

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