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Articoli - Archivio

31/08/2016
BATTAGLIA SU CABOTAGGIO SELVAGGIO E DUMPING SOCIALE

Autotrasporto

 

Tensione allentata tra Governo e autotrasporti, con lo stanziamento di nuove risorse. Il fronte adesso è quello della difesa del marcato nazionale

Paolo Castiglia

 

Tra autotrasportatori e Governo tensione allentata: tramonta la prospettiva di un fermo della categoria. Al centro delle problematiche ancora la riduzione fino al 70% dei rimborsi per le spese non documentate degli autotrasportatori artigianali, che era emersa da una circolare dell’Agenzia delle Entrate. Ma il governo ha annunciato che questo provvedimento sarà rifinanziato con 35 milioni di euro.

Non si tratta però di nuovi fondi, bensì dello spostamento di risorse dalle altre voci dello stanziamento per l’autotrasporto: 25 milioni dagli incentivi per gli investimenti e 10 milioni dagli sconti sui pedaggi autostradali. “Una risposta positiva” - ha spiegato Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras, che riunisce le maggiori associazioni di categoria del settore.

Altro tema importante è il contrasto al cabotaggio terrestre e al dumping sociale degli autisti, attuati dalle imprese straniere, soprattutto dell’Est. Il Governo ha annunciato tre nuove norme su tali argomenti, che saranno al centro del dibattito dei prossimi tempi.

C’è bisogno di chiarezza nel settore anche per la questione Sistri e incentivi al trasporto combinato strada-mare. In particolare, le associazioni dell’autotrasporto chiedono da tempo la sospensione almeno dei pagamenti dei contributi per il sistema di tracciamento dei rifiuti. Su questo punto, il Ministero dei trasporti non ha ancora fornito una risposta definitiva. Sull’ecobonus, i rappresentanti del Governo assicurano che stanno muovendosi a livello europeo per poter riattivare una forma d’incentivo. Ma per misure concrete bisognerà attendere almeno fino alla fine del 2016.

Il tema del cabotaggio è anche al centro dell’attenzione del  sindacato, che ha tenuto un convegno per discutere del dumping sociale degli autisti che avviene attraverso l’utilizzo irregolare del cabotaggio terrestre. Occorrono regole più stringenti e maggiori controlli. Dopo avere riconosciuto che “il fenomeno distorto del cabotaggio nel trasporto merci su strada sta distruggendo le aziende italiane del settore”, il segretario generale di Fit Cisl, Giovanni Luciano, annuncia un’iniziativa europea per contrastare il fenomeno. Al convegno erano presenti anche il deputato francese Gilles Savary, promotore della recente legge contro il riposo lungo in camion, e Roberto Parrillo, presidente della sezione autotrasporto della confederazione europea Etf, che sta operando a livello europeo per la tutela corretta del lavoro contro la concorrenza sleale.

“Per quanto ci riguarda abbiamo chiesto, ribadendolo, di rivedere le norme europee che consentono tre viaggi di cabotaggio e che sono troppo generose”, ha affermato Luciano. “Abbiamo anche detto che il livello dei controlli e delle sanzioni sono, rispettivamente, troppo basso e poco efficace. Chiediamo di aumentare i controlli con un sistema sanzionatorio veramente penalizzante che produca delle black list rispetto ad aziende che violano sistematicamente le regole. Anche una rivisitazione delle tecnologie a disposizione è ineludibile: non capiamo perché non si pensi al sistema di controllo satellitare, ad esempio. Oggi costerebbe pochissimo ed eviteremmo le classiche manomissioni del tachigrafo”.

Pasquale Paniccia, segretario nazionale della Fit Cisl, ha posto anche come esempio positivo la normativa francese: “Troppe aziende stanno chiudendo e non è solo colpa della crisi. Non funzionano le regole del settore. Dobbiamo prendere esempio dai paesi come la Francia, che sta cercando di risolvere il problema, e allearci con loro nel chiedere cambiamenti a livello europeo”.

Il sindacato ribadisce la posizione contro una maggiore liberalizzazione dell’autotrasporto in Europa: “Nella passata legislatura europea, i sindacati sono riusciti a bloccare un tentativo di maggiore liberalizzazione di questo settore”, ha precisato Maurizio Diamante, coordinatore nazionale per l’autotrasporto. “Ma temiamo che qualcuno nell’attuale legislatura possa provarci ancora. Serve un presidio di regole fondamentali per tutta la catena dal committente al consumatore. Questo offre giusto valore al lavoro e all’impresa che rispetta le regole”.

Come si è visto anche la Francia prosegue la battaglia contro il cabotaggio illegale e il dumping sociale degli autisti. Dopo l’introduzione di pesanti sanzioni per i conducenti che svolgono il riposo settimanale sul camion – avvenuta nell’estate del 2014 – ora il Governo francese segue le orme di quello tedesco sull’applicazione delle norme salariali anche ai camionisti stranieri che viaggiano in Francia per svolgere trasporti internazionali o attività di cabotaggio.

Per ora la Legge – denominata Macron nel nome del ministro che l’ha presentata lo scorso 10 dicembre – è in fase di discussione all’Assemblea Nazionale. Il testo prevede una serie di provvedimenti per favorire lo sviluppo delle imprese e aumentare il potere d’acquisto dei cittadini. Durante il dibattito parlamentare, lo stesso Governo ha presentato un importante emendamento sull’autotrasporto, che impone l’applicazione del Salaire minimum interprofessionnel de croissance (Smic), ossia del salario minimo obbligatorio, anche agli autisti dei camion stranieri. Tale salario corrisponde a 9,61 euro lordi all’ora. Se la Legge sarà approvata, non avrà un’applicazione immediata, perché prevede l’emanazione di regolamenti attuati che ne definiscano le modalità operative.

Le associazioni degli autotrasportatori francesi Fntr, TLF e Unostra ritengono questa una “misura di protezione del mercato”. Esse sottolineano come questo emendamento sia la risposta del Governo a due problemi sollevati da tempo dagli autotrasportatori, ossia la scarsa competitività delle imprese francesi e la distorsione della concorrenza operata da vettori stranieri. Ma, aggiungono le tre associazioni, per risolvere veramente tali problemi bisogna intervenire a livello comunitario.

In concreto, le sigle dell’autotrasporto francese chiedono due interventi: ridefinire le regole del cabotaggio stradale e “aprire una riflessione” sui lavoratori che hanno un’elevata mobilità. Sul cabotaggio, Fntr, TLF e Unostra chiedono un’ulteriore limitazione al numero e alla durata dei trasporti concessi ai vettori stranieri.

 

 

Internet decisivo per il mondo del trasporto

La tecnologia applicata al trasporto delle merci è una risorsa che coinvolge non solo l’aspetto economico. Infatti, esistono dispositivi in grado di migliorare la gestione del viaggio fornendo informazioni come la velocità media, il consumo di carburante e i tempi di riposo, senza dimenticare i progetti legati alla rete stradale e autostradale: illuminazione automatica, scongelamento nei mesi invernali, asfalto autoriparabile. L’evoluzione del mondo dei trasporti, quindi, passa da internet ed entro i prossimi dieci anni sempre più camion saranno connessi a network internazionali, per ottimizzare i viaggi e non sprecare risorse. L’analista americana Mary Meeker ha diffuso l’Internet Trends Report 2016, un rapporto sulle tendenze del mondo hi-tech e sull’utilizzo di internet. Secondo questo studio, entro i prossimi dieci anni, l’automotive e i trasporti saranno i settori che conosceranno la maggiore trasformazione grazie all’utilizzo della rete. Infatti si stima che entro il 2020 i veicoli connessi cresceranno del 30%, raggiungendo la cifra di 237 milioni di unità in collegamento tra di loro, per migliorare la guida e la gestione del viaggio.

Inoltre, il termine “connessione” significa anche scambio di dati tra i mezzi circolanti e le infrastrutture esistenti, una serie d’informazioni, viabilità, incidenti, percorsi alternativi, per agevolare la circolazione dei veicoli e aumentare l’efficienza e la sicurezza dell’autotrasporto.

Internet è lo strumento per creare un punto d’incontro fra gli operatori, che possono incrementare i propri affari in modo affidabile e sicuro. L’azienda spagnola Wtransnet crede da tempo nello sviluppo del web. Dal 1996 con la sua Borsa Carichi e Camion ha costituito una piattaforma di networking per il settore del trasporto e della logistica. Con le tecnologie di Wtransnet, basta un click su un computer, un tablet o uno smarthphone, per creare una serie di contatti che mette in relazione autotrasportatori, vettori e aziende del settore e in breve tempo trovare un carico, un camion, bilanciare i flussi di trasporto e ridurre i viaggi a vuoto. 

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