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09/07/2020
Autotrasporto: ora progetti strutturali per il rilancio

Autotrasporto

 

Investimenti in infrastrutture, semplificazione e decollo definitivo dell’e-commerce sono gli obiettivi per sostenere la ripresa del settore

Paolo Castiglia

Una mobilitazione generale a sostegno della ripartenza di un settore che comunque non si è mai fermato, visto che l’autotrasporto ha, di fatto, retto il sistema-paese non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale, garantendo gli approvvigionamenti necessari anche e soprattutto nel momento della massima diffusione del Covid19.

Impegno di rilancio che parte direttamente dalla presidente del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, Maria Teresa Di Matteo che, in una recente conferenza stampa, ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale del settore, e anche che il contatto con le associazioni di categoria è costante: “Sono stati presi diversi provvedimenti per l’autotrasporto, anche per garantire le patenti e la possibilità di viaggiare nel fine settimana” ha affermato.

“Abbiamo poi velocizzato – ha spiegato inoltre la presidente dell’Istituto di rappresentanza del trasporto merci su strada presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – la procedura del rimborso dei pedaggi autostradali e nuovi decreti si stanno occupando delle altre necessità. Per quanto riguarda gli investimenti il ministro ha firmato il decreto per le risorse”.

Grandi attese, grande impegno, e anche tanta voglia di confronto istituzionale viene dal mondo produttivo più legato al trasporto merci stradale, quello dei costruttori: “In questa fase si è capito, anche a livello sociale, che il trasporto è sicurezza, e che il camion è un amico”. Lo ha affermato Franco Fenoglio, presidente della Sezione veicoli industriali di Unrae, l’Unione nazionale dei rappresentanti autoveicoli esteri. Secondo Fenoglio “dobbiamo unire gli sforzi creando un ‘tavolo dell'ecosistema’ con committenza, autisti, media, istituzioni, allestitori e mondo accademico uniti per un'Italia migliore per confermare per il trasporto merci il ruolo di protagonista non solo nell'emergenza: dobbiamo promuoverne il ruolo strategico nella ripresa, tenendo conto che gli occupati nel settore automotive in Italia sono 1mln e 230mila, 160mila nel solo nel settore assistenza”.

Tutto bene allora? Davvero no, lo scenario è molto preoccupante, il contesto economico attuale è molto difficile, le previsioni post coronavirus sono drammatiche: il settore rischia di perdere 150 miliardi di euro negli scambi commerciali con l'estero e 320mila posti di lavoro.

Allora secondo Fenoglio, in questo sostenuto di fatto dal mondo delle associazioni di categoria del settore, sono necessari forti interventi strutturali: “Un fondo triennale di rinnovo del parco circolante, un ricambio con usato su usato, la proroga di 6 mesi del superammortamento, l’emanazione urgente di decreti attuativi incentivi 2019/2020 e il pagamento incentivi non ancora erogati dal 2017. Sarebbe necessario lavorare anche su burocrazia e digitalizzazione: subiamo ancora oggi grandi ritardi nei dati d'immatricolazione del settore. Serve inoltre l'emanazione urgente delle norme attuative per la concessione a privati della revisione dei veicoli industriali. Infine, gli investimenti in infrastrutture: chiediamo lo sblocco opere pubbliche, almeno quelle che rientrano negli investimenti approvati dall'Ue”.

E sempre a proposito di costruttori, la soddisfazione dei bisogni essenziali, e ormai non solo, dei cittadini vengono garantiti dall’autotrasporto anche con modalità sempre più all’avanguardia, quindi anche attraverso l’e-commerce. E proprio alla questione e-commerce è dedicata una parte importante del Dossier “Trasporto merci su strada” reso pubblico dall’Anfia, che rappresenta i costruttori italiani di mezzi di trasporto. Lo studio offre ampio spazio all’analisi del ruolo svolto dal trasporto merci in relazione all’e-commerce, partendo dal dato che lo shopping online è molto popolare nell’Ue.

Secondo questa analisi la percentuale di individui che hanno effettuato ordini/acquisti di beni e/o servizi online nel 2019 è del 63%, in Italia il 38%. In Ue, nel periodo dal 2008 al 2018, la percentuale di imprese che hanno avuto vendite online è aumentata di 7 punti percentuali, dal 13% nel 2008 al 20% nel 2018. Complessivamente le vendite online da siti italiani a consumatori italiani e stranieri valgono 28,8 miliardi di euro, di cui l’export generato dall’e-commerce vale 4,4 miliardi di euro, di cui 3 mld in prodotti.

Quindi il commercio elettronico ha una valenza particolarmente importante sull’organizzazione della logistica e dei trasporti. Uno scenario in evoluzione che richiede le migliori soluzioni sia nella personalizzazione del servizio sia nel raggiungimento di necessarie economie di scala. Dai poli logistici, ai centri di smistamento, alla consegna nell’ultimo miglio, l’organizzazione diventa fondamentale per efficientare i processi dal ricevimento delle merci, lo stoccaggio, il ricevimento degli ordini e la loro preparazione, la spedizione delle merci attraverso sistemi tracciabili in tutta l’attività logistica con il minor impatto possibile per l’ambiente.

 

Dal settore la richiesta e il confronto per un patto per l’export

Un patto per l'export, inquadrato nell'ottica più ampia della promozione dei prodotti Made in Italy, è stato al centro di una videoconferenza tra Ministero degli affari esteri, la Cooperazione internazionale, il Maeci e Confartigianato Trasporti. La riunione, sul tema infrastrutture e logistica, è stata presieduta dal sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano e aveva come scopo la definizione di una strategia comune per i prossimi provvedimenti legislativi con l’obiettivo di un “Patto per l’export”. Alla luce dell’emergenza dovuta al Covid-19, il sottosegretario ha informato dell’implementazione di ulteriori fondi destinati per l’obiettivo, con risorse già assegnate che il Governo, in accordo con le associazioni, intende utilizzare per promuovere l’export e rafforzare gli strumenti per semplificare e rendere competitiva l’attività delle imprese italiane nel contesto dei processi di internazionalizzazione.

Sui temi dell’incontro Sergio Lo Monte, segretario nazionale di Confartigianato Trasporti, rappresentando le istanze delle migliaia di micro, piccole e medie imprese associate del comparto trasporti e logistica, ha portato il contributo della Confederazione in relazione agli ambiti di intervento individuati con particolare attenzione ai finanziamenti a fondo perduto per sostenere la liquidità aziendale, alla digitalizzazione, alla comunicazione strategica e al rafforzamento promozione del ruolo di ambasciate e uffici Ice.

Lo Monte ha anche fornito proposte concrete in merito alla sburocratizzazione e alla semplificazione delle procedure, alla necessità della previsione di figure di esperti in trasporti e logistica presso le ambasciate e gli uffici Ice come ulteriore misura per prevenire le barriere non tariffarie con cui le imprese italiane devono confrontarsi quotidianamente e una conseguente e costante attività di monitoraggio e informazione degli operatori attraverso le strutture centrali del Maeci.

Espressa anche, dal rappresentante del settore, la necessità di un’azione coordinata a livello Ue di carattere normativo, in luogo di iniziative unilaterali e diversificate dei singoli Paesi membri e la garanzia della continuità logistica che, nonostante le Green Lanes previste dalla Commissione, viene frenata da ostacoli alle frontiere e controlli burocratici con forti rallentamenti delle attività.

 

Passi avanti per i transiti esteri: prorogate le certificazioni

Difficoltà per i viaggi esteri dei camion. Qui arriva una boccata d’ossigeno: la Commissione Europea ha approvato la proroga per i prossimi 6 mesi di alcune certificazioni in scadenza per il settore dell’autotrasporto.  Un risultato positivo per il mondo dell’autotrasporto, che dall’inizio dell’emergenza Covid-19 si è impegnato per chiedere che, attraverso la proroga dei certificati in scadenza, fosse consentito agli autotrasportatori di continuare a viaggiare anche tra l’Italia e gli altri Paesi Ue senza dover incorrere in pesanti sanzioni.

La difficoltà di provvedere in Italia al rinnovo delle licenze di guida, i cosiddetti CQC, e delle revisioni dei mezzi pesanti ha creato diversi problemi alle imprese che svolgono trasporti internazionali, e che si sono viste costrette a ridurre le operazioni per non incorrere in sanzioni durante i controlli all’estero.

“Passati i sei mesi – ha spiegato in proposito il vicepresidente di Conftrasposto - Confcommercio, Paolo Uggè – la speranza è che il ministero trovi quella soluzione alla carenza di personale tecnico abilitato ad effettuare le revisioni che attendiamo. Scusanti a livello comunitario non saranno più accettate quindi occorrerà che il nostro Paese agisca con solerzia per evitare che le imprese nazionali vengano irrimediabilmente penalizzate per responsabilità a loro non attribuibili”.

 

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