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Articoli - Archivio

05/07/2011
Attrezzature in forma

Speciale Autopromotec: autoattrezzature

Nell’ambito di Autopromotec, ottimismo e voglia di cavalcare la ripresa hanno caratterizzato la presenza dei produttori di autoattrezzature con svariate novità e una più ampia segmentazione dell’offerta

di Mino de Rigo

Dinamico e vivace, alimentato da una forte propensione all’innovazione e con una dichiarata vocazione all’export, il comparto delle autoattrezzature ha già ripreso il cammino della crescita.

 

Lo testimoniano anche i numeri dell’Osservatorio Autopromotec, che attribuisce ai produttori italiani un fatturato di 3,6 miliardi di euro nel 2010, con un significativo progresso del 20% sull’anno precedente. Di questi, poco meno di 2,5 vanno ascritti alle esportazioni, corrispondenti al 69% del giro d’affari.

 

Un comparto in crescita
Dalle giornate trascorse all’Autopromotec, la sensazione di un diffuso e rinnovato ottimismo e i segnali di una concreta fiducia nella capacità di assecondare le tendenze di un mercato da una parte legato all’evoluzione tecnologica dell’auto, ciò che comporta continui aggiornamenti delle attrezzature di officine e gommisti nonché delle competenze degli addetti, e dall’altra contraddistinto da un approccio più che mai segmentato in base alla tipologia di clientela e all’area geografica di riferimento. Segnatamente per le autoattrezzature di servizio ai pneumatici e alle ruote, la nuova generazione che fa largo uso di elettronica e tecnologie digitali amplia il ventaglio d’offerta, elevando l’asticella prestazionale del top di gamma (nonché delle fasce a scalare) e aggiungendosi come ulteriore classe di prodotto. Capace di compiere passi avanti concretamente apprezzabili nella direzione dell’efficienza operativa, dell’ergonomia, dell’affidabilità e della versatilità.

 

Novità convenzionali e hi-tech
All’insegna del motto “a ciascuno il suo”, per il gommista di lungo corso a disagio con joystick e touchscreen dall’interfaccia troppo ricca, deciso a non cambiare le proprie abitudini e modalità di lavoro, ecco allora proporsi unità dai contenuti e dalle forme tradizionali, eppure opportunamente rivedute con accorgimenti che agevolano e raccordano le operazioni, disponendo di interfacce uomo-macchina semplificate, così da ridurre le tempistiche e aumentare la sicurezza e il comfort. Mentre per gli addetti d’officina di nuova leva sono pronti, in aggiunta, sistemi interattivi, meccanismi di autodiagnosi e autotaratura, strumenti che da un lato ne facilitano il training sul campo e che dall’altro richiedono una più elevata specializzazione professionale. E ce n’è anche per chi va convinto con il prezzo, nell’ambito di un’oculata segmentazione di prodotto. Accade così per gli smontagomme, che dai modelli semiautomatici spaziano agli esemplari hi-tech, nei quali un’unità computer può incaricarsi non solo di gestire il riconoscimento automatico della dimensione della ruota e il conseguente posizionamento degli utensili, ma anche di aggiungere all’interfaccia il valore dell’interattività, suggerendo di volta in volta, a video, le operazioni da eseguire. Evitando anche, qualora si dovesse interrompere il lavoro, di dover ricominciare daccapo. L’obiettivo consiste innanzitutto nell’aumentare l’accuratezza del servizio, discrimine nella scelta di una clientela sempre più esigente, nonché le garanzie di integrità di cerchi e pneumatici. Fattori ai quali può senz’altro contribuire fin dall’inizio la possibilità di eseguire un check-up della ruota, dal calcolo dello spessore del battistrada all’individuazione dei Tpms, nonché di richiamare a video i manuali d’uso e manutenzione, utili soprattuto per le gomme trattate meno di frequente.

Automazione e diagnostica
Logiche del tutto analoghe sono sottese allo sviluppo delle equilibratrici, la cui espressione più avanzata oggi ha la sostanza di un vero e proprio centro di diagnosi. Con tanto di sonar e laser per le rilevazioni e i posizionamenti di prammatica, senza alcun intervento manuale, pronti a memorizzare il setup effettuato per la singola ruota, cosicché la volta successiva si abbreviano i tempi, ma soprattutto capaci di fornire in automatico una disamina completa della geometria della ruota: ne beneficia il gommista che verosimilmente non si troverà più a dover rifare il lavoro di bilanciatura e che può presentare gli stampati ai clienti con la situazione “prima” e “dopo” l’intervento, nonché la sicurezza di marcia del veicolo. Novità condivise invece dai modelli di fascia più bassa, che costituiscono una linea di tendenza parallela, priva di fronzoli e senza troppe funzionalità, software di interfaccia più intuitivi, spazi più ampi tra macchina e ruota per un migliore accesso all’interno del cerchio e maggiore velocità operativa. Se per i ponti sollevatori si segnala il controllo elettronico dell’altezza e il dialogo tra il box di comando del ponte con la console degli assetti ruote, è soprattutto quest’ultima categoria di prodotto al centro di nuovi attesi sviluppi. In fiera sono comparsi nuovi prototipi che prospettano di sfatare i residui tabù dei sistemi touchless, nonché di rendere assodate ubiquità e portabilità degli allineatori 3D.

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