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Articoli - Archivio

04/09/2020
Approvato dall’Europarlamento il “Pacchetto Mobilità

Normative

 

I due Regolamenti e la Direttiva che compongono la misura modificheranno profondamente il trasporto merci su strada nel Continente

 

Paolo Castiglia

Cambierà la gestione degli autisti, del cronotachigrafo, del cabotaggio e anche la creazione di società di trasporto all’estero: insomma rivoluzione a breve per il trasporto merci su strada europeo. L’autotrasporto internazionale, decisivo per un Paese come il nostro in gran parte vocato all’export, muterà infatti profondamente nei prossimi mesi a seguito dell’approvazione di una riforma attesa da molto tempo: l’8 luglio scorso, infatti, il Parlamento europeo ha approvato i due Regolamenti e la Direttiva che costituiscono il primo “Pacchetto Mobilità” e che riformano importanti regole per il settore. Il testo votato dagli europarlamentari è quello uscito dall’accordo con il Consiglio europeo firmato nel dicembre del 2019.

Termina così un lungo e tortuoso percorso che ha visto contrapporsi fino all’ultimo istante alcuni Paesi dell’Europa orientale, che non volevano cambiare l’attuale legislazione, ad altri occidentali, che hanno sostenuto la riforma. La progressiva entrata in vigore delle nuove regole potrà cambiare in modo rilevante l’autotrasporto internazionale Degli ambiti di intervento citati in apertura, molto importante è senz’altro il cambiamento che riguarda gli autisti, visto che riguarda sia le regole per il loro distacco trans-nazionale e sia quelle sui tempi di guida e di riposo. Le aziende di autotrasporto dovranno organizzare i viaggi in modo che gli autisti nel trasporto internazionale di merci possano tornare a casa a intervalli regolari - ogni tre o quattro settimane a seconda dell’orario di lavoro. Il riposo settimanale regolare non potrà essere svolto nella cabina del camion in tutto il territorio comunitario e a certe condizioni l’azienda dovrà pagare le spese di alloggio dell’autista.

Decisive le novità anche per i cronotachigrafi, che dovranno registrare i passaggi di frontiera per agevolare i controlli su strada nel trasporto internazionale. Verrà introdotto l’obbligo del cronotachigrafo anche per i veicoli commerciali con massa complessiva da 2,5 a 3,5 tonnellate che svolgono autotrasporto internazionale. Il Pacchetto chiarisce anche le modalità di applicazione del distacco trans-nazionale degli autisti per assicurare la parità di retribuzione sull’intero territorio comunitario.

Nuove regole anche per il cabotaggio stradale, con lo scopo di evitare quello sistematico e contrastare meglio gli abusi. Resta la regola dei tre viaggi nazionali nei sette giorni successivi all’entra di un veicolo in un Paese comunitario per svolgere un autotrasporto internazionale, ma dopo che il veicolo esce dal Paese non potrà rientrarvi per quattro giorni, se vuole svolgere ancora cabotaggio in quel Paese. Il Pacchetto cambia anche le norme per aprire una società di autotrasporto all’estero, per evitare quelle di comodo. Le filiali estere dovranno essere realmente operative nel Paese, dimostrando di avere sul posto tutto il necessario per svolgere l’attività, come una sede operativa con addetti, veicoli e autisti. Ogni otto settimane di viaggio consecutive, i veicoli dovranno rientrare nella sede dell’impresa, evitando così fenomeni per cui gli autisti restano in viaggio per mesi. Le norme sul distacco si applicheranno diciotto mesi dopo l’entrata in vigore dell’atto giuridico. Le norme sui tempi di riposo, compreso il ritorno dei conducenti, si applicheranno venti giorni dopo la pubblicazione dell’atto. Le norme sul ritorno in sede dei veicoli e le altre modifiche alle norme sull’accesso al mercato si applicheranno diciotto mesi dopo l’entrata in vigore dell’atto. Restando sulle questioni estere, visto che l’emergenza Covid-19 non è ancora terminata in tutto il territorio europeo, il segretariato della Cemt ha stabilito una nuova proroga delle autorizzazioni di breve durata per l’autotrasporto internazionale, ossia quelle che valgono fino a trenta giorni dall’inizio del viaggio nel Paese d’immatricolazione del veicolo industriale.

Una prima proroga della loro validità era già stata concessa fino al 30 giugno e ora è prolungata fino al 31 dicembre 2020. Il segretariato Cemt ha anche prorogato, sempre fino al 31 dicembre 2020, il certificato di revisione annuale la cui validità è scaduta dopo il 12 marzo. Queste proroghe sono state annunciate in Italia da una circolare emessa dal Ministero dei trasporti. Venendo all’Italia, una vetrina importante per il settore è stata la partecipazione di alcune strutture di rappresentanza agli Stati Generali tenuti dalla presidenza del Consiglio, nei quali molto forte è apparso, simbolico di un po’ tutte le questioni poi emerse dall’area di riferimento, quello del presidente dell’Anfia, Paolo Scudieri, in rappresentanza dei costruttori italiani.

Anfia ha denunciato la mancanza di un piano di politica industriale del settore, in ritardo sugli altri Paesi manifatturieri europei, e sull’urgente avvio di misure a sostegno del mercato, che diano anche impulso alla sfidante transizione tecnologica già avviata prima dell’emergenza Covid-19: “Il piano integrato di sostegno alle filiere industriali più colpite dalla pandemia da Covid-19  - ha spiegato Scuderi - è un’occasione da non perdere per il rilancio del settore automotive, tra i protagonisti del nostro sistema economico con il più alto moltiplicatore sia di valore aggiunto (3,2) che occupazionale (3), superiori alla media europea”. Secondo Anfia serve introdurre anche una misura finalizzata al supporto agli investimenti delle imprese e al rinnovo del parco dei veicoli commerciali, cioè agevolazioni per l’acquisto di veicoli commerciali fino a 12 t di massa totale a terra, favorendo le alimentazioni alternative e l’eventuale contestuale rottamazione di un vecchio veicolo.

A sua volta Franco Fenoglio, presidente della sezione Veicoli Industriali di Unrae, i costruttori esteri, ha affermato che “se in Italia è un’impresa fare impresa, fare autotrasporto significa scontrarsi quotidianamente con le difficoltà che nascono da burocrazia, carico fiscale elevato, costi dei carburanti e del lavoro non competitivi e carenze infrastrutturali. Il tutto derivante da una ormai storica inefficienza del sistema Paese, che non ha messo in atto alcuna strategia di sviluppo nazionale del settore. Per colpa di questa situazione soffrono in particolare medie e piccole imprese di eccellenza, magari meno note, della filiera automotive, che operano in Italia”. L’andamento storico del mercato dei veicoli rimorchiati dimostra che la crisi del 2008 ha fatto perdere al settore quasi i due terzi del volume tra il 2007 e il 2012. La situazione dei contributi – ha ricordato poi una nota Unrae – ci dice come le immatricolazioni del comparto dipendano fortemente dalla disponibilità di incentivi. Le condizioni di discontinuità derivanti dalle modalità di erogazione finora impiegate non hanno facilitato le strategie di investimento delle imprese di autotrasporto. Inoltre, dal 2017 al 2019 le risorse dedicate a rimorchi e semirimorchi sono scese da 19 milioni a 6 milioni di euro”.

 

 Ora misure ad hoc per il rilancio del settore

Confartigianato Trasporti ritiene che l’autotrasporto dovrebbe essere oggetto di “ben altra considerazione”, considerato il ruolo strategico ricoperto durante l’emergenza. Giudica intanto positive le misure orizzontali che in maniera tra­sversale hanno diretto impatto sul tessuto produttivo, ma il settore, oggi, risente in modo significativo del drastico calo della domanda. Questo il giudizio espresso da Sergio Lo Monte, segretario nazionale di Confartigianato Trasporti, durante una recente audizione in Commissione trasporti della Camera dei deputati. “Gli interventi settoriali adottati in materia non risultano organici poiché non riguardano in maniera omogenea i diversi operatori e trascurano quasi com­pletamente alcune categorie dal trasporto merci alla mobilità turistica, privile­giando invece grandi compagnie pubbliche”, spiega l’associazione. In materia di autotrasporto positivo l’incremento di ulteriori 20 milioni di euro per le riduzioni dei pedaggi autostradali per i transiti 2019 fruibili già dal mese di giugno, ma si fa rilevare che da sola questa misura non può bastare a sostenere un comparto fondamentale per l’economia italiana. Le imprese di autotrasporto merci hanno dovuto fare i conti con il differimento dei pagamenti da parte dei committenti, l’aumento dei costi di gestione e la riduzione degli incassi a causa del mancato bilanciamento dei viaggi di ritorno. “Tutte circostanze per cui – secondo Confartigianato Trasporti – è necessario intervenire con misure ad hoc nel Dl Rilancio con provvedimenti in tema econo­mico che permettano la sopravvivenza di artigiani e piccole imprese del settore consentendo loro di disporre della liquidità necessaria a far fronte alla gestione corrente”.

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