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Articoli - Archivio

21/08/2019
Alla ricerca dei nuovi profili professionali nell'automotive

Lavoro

 

Nei prossimi anni mancheranno circa 5 mila meccanici. Per Franco Fenoglio, presidente UNRAE, “Serve un cambiamento nell’approccio culturale che l’opinione pubblica ha nei confronti di questa figura”

Emiliano Costa

Cercasi meccanici. Per l’UNRAE, Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, nei prossimi anni in Italia si registrerà un calo di circa 5 mila addetti nel settore. Un dato preoccupante se si pensa che queste figure giocheranno un ruolo decisivo nei cambiamenti in atto nel mondo dell’automotive. Il motivo, secondo l’associazione, di questo trend negativo è da imputarsi a due fattori: da un lato una carenza di qualificazione professionale – i nuovi veicoli sono sempre più un concentrato di tecnologie – e dall’altro una cattiva percezione nell’opinione pubblica della figura del meccanico. È proprio per superare questi due ostacoli che UNRAE, con il patrocinio di Gm Edu, durante la fiera Autopromotec 2019 ha incontrato diversi giovani per sondare e stimolare il loro interesse a lavorare nel settore dell’autotrasporto: in particolare in quello dell’assistenza tecnica ai veicoli. Nel corso dell’incontro i rappresentanti dell’UNRAE hanno spiegato in che modo le innovazioni tecnologiche stanno cambiando la professione del meccanico. Il loro intento è stato far conoscere non solo le nuove condizioni di una occupazione tradizionale che si sta avviando verso un crescente standard qualitativo per quanto riguarda il posto di lavoro, ma anche presentare a tutti i potenziali interessati la possibilità di svolgere una professione qualificante e ben retribuita: si tratta di una scelta che offre non solo una prima occupazione all’uscita dalle scuole superiori, ma anche percorsi di formazione permanente e di carriera all’interno di aziende multinazionali all’avanguardia. “Considerato il successo dell’evento – ha spiegato Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli industriali di UNRAE – adesso non dobbiamo lasciar cadere l’iniziativa, ma continuare a proporre innanzitutto un necessario cambiamento nell’approccio culturale che l’opinione pubblica ha, per inerzia, nei confronti del mestiere di meccanico, che oggi dovremmo più correttamente definire “tecnico specializzato in meccatronica” oppure, con un neologismo molto significativo, “meccatronico”. L’evento di UNRAE non è stato solo teoria. La presenza di molti giovani in sala è stata anche l’occasione per coinvolgerli direttamente sia in un sondaggio, per capire i loro interessi e la loro percezione del settore, sia per offrire loro opportunità di lavoro. Infatti, ai ragazzi è stato chiesto, tramite un questionario on line, di inviare la loro candidatura alle aziende associate all’UNRAE.

“Vista la quantità delle adesioni – ha commentato Fenoglio – possiamo dire che è stata un’occasione importante anche per comprendere quali aspetti del settore possano avere maggiore appeal nei confronti dei giovani, e come quindi si possa rendere ancora più appetibile la professione, accompagnandone l’evoluzione con un’informazione adeguata e programmi mirati di formazione specifica”. Dai risultati del questionario è emerso l’interesse per il settore dell'autoriparazione. Infatti, circa un terzo dei partecipanti all'evento ha completato il test e si è dimostrato interessato a lavorare come meccanico: il 90% di coloro che hanno risposto ha dichiarato un interesse “alto” o “molto alto” per questa professione presso un’officina dei marchi rappresentati dall'UNRAE (Daf, Isuzu, Man, Mercedes-Benz Trucks, Nissan, Renault Trucks, Scania, Volvo Trucks). “I ragazzi sembrano anche avere le idee piuttosto chiare, e non mirano a un “posto qualunque” precisa Fenoglio. Quasi la metà di loro ha infatti indicato un solo brand fra gli 8 disponibili, mentre solo il 7% li ha indicati tutti indistintamente. Per quel che riguarda invece il genere, dal sondaggio emerge che il settore dell’assistenza tecnica ai veicoli rimane ancora una professione ad appannaggio maschile. Un gap che l’UNRAE punta a ridurre incentivando il lavoro femminile nel settore. I partecipanti al test sono stati in prevalenza di sesso maschile (solo il 3% le donne), con un’età media di 18 anni e provenienti per la maggior parte del nord Italia Tutti studiano presso istituti professionali e sono appassionati di meccatronica e motori. È interessante evidenziare, inoltre, che la possibilità di indicare risposte multiple ha fatto emergere la voglia di questi ragazzi di mettersi in gioco in un settore che sanno essere in continua evoluzione tecnologica (oltre il 52%), un’aspirazione tanto forte quanto quella di avere una opportunità lavorativa (circa il 54%). Infine, dall’indagine è emersa l’altissima importanza (80%) attribuita alla crescita professionale e alla specializzazione, seguita a distanza dal lavoro di gruppo (34%) e dall’autonomia organizzativa (22%). Colpisce invece, contro i molti luoghi comuni, la bassa rilevanza assegnata alla distanza da casa (16%) e ancor più bassa all’orario flessibile (solo l’8%). L’UNRAE sta continuando a sviluppare questa iniziativa favorendo i contatti tra questi ragazzi e le proprie aziende associate oltre a organizzare ulteriori eventi per estendere queste opportunità ad altri giovani che dimostrino interesse e vogliano impegnarsi in questo settore.

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