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Pneurama Weekly

10/09/2019
Agosto in calo per il mercato dell'auto,-3,1%

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il mese di agosto ha chiuso con 88.939 immatricolazioni di autovetture nuove, ossia il -3,1% rispetto ad agosto 2018 e un consuntivo da inizio anno che si attesta al -3%, per un totale di 1.325.162 unità rispetto le 1.366.390 di gennaio-agosto 2018. Tra i canali di vendita, i privati hanno registrato un numero di immatricolazioni pari a poco meno di 49.400, in calo del -5,2% su base annua; in diminuzione anche le immatricolazioni a noleggio (-19,2%), mentre le immatricolazioni a società si attestano a circa il +16% per effetto del consistente incremento delle auto-immatricolazioni di case e concessionari che, secondo le elaborazioni Dataforce, nel mese di agosto hanno rappresentato il 24,5% dei volumi di vendita mensili, quindi quasi un quarto dell’intero mercato. Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 59,1% del totale mercato. L'analisi evidenzia un andamento positivo per i veicoli a benzina, i Gpl e gli ibridi, che guadagnano rispettivamente +44,7%, +18,2% e +6,8%. In crescita del +35,9% anche i veicoli a metano rispetto al pari periodo 2018. Anche ad agosto si conferma la flessione del diesel pari a -33,7%, con una quota di mercato del 38%, su base annua il calo è del -24,5% (share del 41,7%). Le vetture elettriche aumentano del +174% (0,6% di quota) nel mese, mentre nel periodo gennaio-agosto la crescita è del +114,1% con una rappresentatività marginale dello 0,5% del totale mercato. “Il mese di agosto è tradizionalmente poco rappresentativo perché troppo condizionato dal ‘chiuso per ferie’. Ma è evidente che se i numeri non fossero stati tirati su dalle auto-immatricolazioni di case e concessionari, obbligati dall'entrata in vigore delle nuove norme sull'Euro 6 D-Temp dal 1° settembre, il risultato del mese sarebbe stato ulteriormente negativo” ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto. Aggiunge De Stefani Cosentino “E certamente bene non fa la crisi di Governo che insieme allo stallo dell'economia italiana e al deterioramento dello scenario economico internazionale costituiscono gli aspetti di contorno più preoccupanti. Riguardo le evoluzioni interne, a questo punto non possiamo che auspicare che dal confronto tra le forze politiche e nella discussione sulla formula del nuovo Governo attraverso cui dare soluzione alla crisi, si mantenga salda la consapevolezza di una comune responsabilità. La responsabilità, cioè, di scelte chiare e tempestive”. Conclude il presidente di Federauto: “Ciò che più preoccupa le concessionarie è l’impatto dovuto all'inasprimento delle aliquote IVA che si profila a partire dal prossimo anno. L’aumento va evitato a qualsiasi costo poiché si tradurrebbe in un indebolimento della domanda di autovetture e un’ulteriore contrazione del mercato, in un contesto economico nazionale di completo stallo. Il settore auto ha bisogno di un piano articolato di interventi e fra tutti è indispensabile definire un piano strutturale per lo svecchiamento del parco auto italiano, che tenga conto dell’efficienza ambientale di tutti i carburanti, senza escludere aprioristicamente i motori diesel di nuova generazione, e rivedere completamente il meccanismo di bonus/malus in vigore dallo scorso marzo”.

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