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Articoli - Archivio

23/06/2016
AUTOTRASPORTO: SI RISCHIA "UN'ESTATE CALDA"

Autotrasporto

 

Associazioni di categoria insoddisfatte: accordi non rispettati 

Paolo Castiglia

 

Alla vigilia dell’estate, come accade spesso, non tira una buona aria nei rapporti tra Governo e associazioni di categoria dell’autotrasporto. Vi è uno stato generale di mobilitazione non ancora cancellato visto che gli ultimi incontri con l’esecutivo non hanno dato gli effetti sperati. Problema principale alcuni tagli alle spese, in particolare le deduzioni forfetarie e gli sgravi contributivi per abbattere il costo del lavoro per quelle aziende che svolgono la propria attività prevalentemente su tratte internazionali. Le indicazioni del governo sono state: 51 euro di deduzioni forfetarie contro i 56 concordati in precedenza. 

Per quanto riguarda la decontribuzione, è stato comunicato che la norma, così come predisposta, non è conforme alle norme vigenti nella Ue e andrà quindi modificata. Confartigianato ha rimarcato come gli accordi sottoscritti a novembre con il governo prevedessero, per le deduzioni forfetarie, un importo giornaliero pari a 56 euro. “Ogni proposta che si discosti al ribasso da quel patto - dichiara Confartigianato - ci vede fortemente insoddisfatti. Valutiamo negativamente, ritenendolo una grave manchevolezza per il settore, il fatto che il governo, per il secondo anno consecutivo, disconosca i suoi stessi accordi”. Nessun segnale di distensione, dunque, tra associazioni di categoria ed esecutivo.

Anche la Fiap ha diffuso una breve nota con cui afferma che l’incontro tra Governo e le associazioni degli autotrasportatori si è concluso senza fatti concreti: “Come ampiamente previsto si è trattato dell’ennesimo incontro fatto di tante chiacchiere e zero fatti”, scrive l’associazione. In particolare, la Fiap critica la mancanza di risposte di merito e definitive sulla questione più spinosa, ossia l’ammontare delle spese non documentate relative all’attività dello scorso anno. Un tema d’attualità anche perché la deduzione deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi delle imprese artigiane. Stante la situazione, se non interverranno fatti nuovi non rimarrà altro, probabilmente, che confermare il fermo nazionale indicando tempi e modalità dell’iniziativa di autotutela”, conclude la nota della Fiap.

Cna-Fita, dal canto suo riferisce che se il Governo ha proposto, per quanto concerne le deduzioni, 51 euro contro i 56 individuati precedentemente, si tratta dell’importo spendibile a fronte di una copertura attuale di 70 milioni di euro complessivi. Cna ha riferito che, differentemente da quanto accaduto lo scorso anno, oggi è possibile quantificare il dato di spesa relativo alle deduzioni forfettarie perché esplicitamente riportato sui modelli delle dichiarazioni dei redditi. Pertanto la coperture dei 70 milioni di euro porta a una deduzione giornaliera pari a 51 euro.

Ma il Governo tiene la sua posizione: “Abbiamo liberato risorse per il settore dell’autotrasporto. Manteniamo gli impegni, riduciamodi fatto i costi e sosteniamo concretamente il comparto. Spiega il sottosegretario Simona Vicari. “A seguito di un intenso impegno dell’Amministrazione e di una costante interlocuzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze - ha dichiarato - con la firma dei provvedimenti da parte del Ministro consolidiamo e rilanciamo l’iter per l’effettiva utilizzazione delle risorse per il settore dell’autotrasporto di merci”.

 

 

Arrivano i cronotachigrafi digitali di seconda generazione

Connettersi a un sistema di localizzazione satellitare, anche il Galileo, attuare una connessione remota per la diagnosi precoce e gestire un’interfaccia con i sistemi di trasporto intelligenti. Sono queste le caratteristiche principali dei cronotachigrafi digitali di seconda generazione, definiti anche “intelligenti” che la Commissione Europea ha adottato con un nuovo regolamento. Dopo avere deciso le caratteristiche della seconda generazione di cronotachigrafi digitali, che saranno obbligatori sui veicoli industriali immatricolati dal 2019, la Commissione Europea ha redatto e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento esecutivo, che definisce le prescrizioni tecniche degli apparecchi. È un testo di oltre 500 pagine che stabilisce le norme per la costruzione, il collaudo, il montaggio, il funzionamento e la riparazione dei cronotachigrafi digitali e dei loro componenti.

Il sistema di diagnosi precoce remota ha lo scopo di trasmettere a un agente che svolge controlli su strada i dati del cronotachigrafo e le informazioni sulla massa complessiva e sulla massa per asse della combinazione, per permettere un controllo efficace e rapido dei veicoli con un numero ridotto di dispositivi elettronici nella cabina del veicolo. Questo controllo remoto però non potrà essere usato vicino ai caselli autostradali, perché usa la stessa banda di frequenza (5795-5805 Mhz) dei sistemi di telepedaggio.

I dati che saranno trasmessi sono: l’ultimo tentativo di violazione della sicurezza, l’interruzione più lunga dell’alimentazione di energia, guasto del sensore, errore dei dati di movimento, dati contrastanti sul movimento del veicolo, guida in assenza di una carta valida, inserimento della carta durante la guida, dati relativi alla regolazione dell’ora, dati relativi alla taratura comprese le date delle ultime due registrazioni di tarature memorizzate, numero d’immatricolazione del veicolo, velocità registrata dal tachigrafo. Il cronotachigrafo dovrà permettere la geolocalizzazione del veicolo tramite sistemi Galileo ed Egnos, oltre che tramite altri sistemi di localizzazione satellitare. Il cronotachigrafo dovrà registrare la pozione del veicolo (insieme con il sensore di movimento) nei punti il cui conducente inizia e termina il periodo di lavoro giornaliero e quelli dove il periodo di guida continuo del conducente raggiunge un multiplo di tre ore. Un capitolo importante è la sicurezza per evitare manomissioni dell’apparecchio, come avviene ora, in modo piuttosto semplice (anche con una calamita). Quindi, accanto al sensore di movimento - che resta la principale fonte di misurazione della velocità e della distanza – opera il ricevitore satellitare e l’apparecchio svolge un confronto tra le due informazioni, per verificare che siano coerenti tra loro. Inoltre, il regolamento prescrive la sostituzione degli apparecchi dopo quindici anni dalla validità del certificato di sicurezza.

 

Furti di Tir: fenomeno sempre più allarmante

“Quello dei furti dei TIR e della merce che trasportano è un fenomeno globale e particolarmente allarmante, che si può combattere solo attraverso la collaborazione delle singole polizie attive negli stati dell’Unione e un maggiore utilizzo da parte delle aziende delle più moderne tecnologie. Non si tratta solo di asportazioni a veicoli fermi nelle aree di sosta, ma anche abbordaggi ai camion in movimento, con tecniche da veri acrobati. Altri fenomeni riguardano finti poliziotti che fermano i camion e veri e propri assalti armati, con sequestro di autisti. In particolare, le azioni violente sono aumentate del 48%”. Lo dice una nota di Viasat, alla luce dei dati più recenti.

Nel 2015 sono 2.275 i veicoli pesanti che risultano trafugati; sono aumentate le rapine a danno degli autotrasportatori e il volume delle merci rubate. Le regioni più a rischio sono la Sicilia con 358 furti, la Lombardia a quota 309 e la Campania con 279 furti rilevati. Subito a seguire, si posizionano la Puglia con 258 furti e il Lazio con 245. Dati poco più rassicuranti si hanno sui ritrovamenti: il 50% viene recuperato e la percentuale sale nel caso di mezzi protetti da sistemi satellitari. Le statistiche mostrano comunque un trend negativo poiché nel 2014 i mezzi pesanti sottratti al legittimo proprietario erano stati poco più di duemila. È questo ciò che dimostrano alcuni dati statistici emersi dal Dossier Autotrasporto, contenuto nella 11° edizione della Guida alla Sicurezza Stradale, promossa da Viasat Group, azienda operativa nella sicurezza satellitare.

Troppo spesso, però, viene ritrovato il mezzo privo della merce che trasportava. Infatti, la Tapa – Transported Asset Protection Association (Associazione per la protezione delle merci destinate al trasporto), di cui il Gruppo Viasat è membro, ha censito un numero in crescita di eventi criminali, gran parte dei quali avvenuti in Europa soprattutto nei confronti di carichi ad alto valore, come dimostra il fatto che la perdita media per ciascun furto è di oltre 235mila euro, contro i 58mila euro rilevati nel 2008. I soli dieci furti di maggior valore sono costati ben 55 milioni di euro. Sul fronte dei recuperi, invece, in Italia vengono restituiti al legittimo proprietario 1.269 veicoli pesanti, cifra equivalente al 56% di quelli rubati.

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