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Articoli - Archivio

01/07/2013
AUTOPROMOTEC, EDIZIONE SCACCIAPENSIERI

IL SALONE DELL'AFTERMARKET AUTOMOBILISTICO 2013

Chiude i battenti con un bilancio positivo la 25a rassegna internazionale dell’aftermarket e delle autoattrezzature ospitata da BolognaFiere: a suggellare il record per numero di espositori e superfici occupate, anche l’aumento dei visitatori esteri, convinti dall’internazionalità dell’evento, dalle proposte di business e dalla specializzazione dei contenuti

Mino De Rigo

PER CINQUE GIORNI Bologna è tornata capitale dell’aftermarket automobilistico. Merito di Autopromotec, appuntamento che ha festeggiato il 25° anniversario con un’edizione molto ampia, articolata e partecipata. Una vetrina internazionale della filiera del post vendita e delle autoattrezzature una volta di più riferimento fieristico globale, a dispetto della congiuntura negativa, non solo in virtù del numero di espositori stranieri (589 in rappresentanza di 51 paesi, sul totale record di 1.514), in aumento del 7,5% rispetto all’edizione 2011, ma anche e soprattutto in ragione della massiccia affluenza di operatori giunti dall’estero: 18.942, cresciuti del 2,2%, nel complesso dei 102.536 che hanno varcato i cancelli del quartiere bolognese.
Una rassegna, Autopromotec 2013, capace di confortare un intero settore: palcoscenico dai grandi numeri, esteso su 156mila metri quadrati, nonché collettore delle istanze di un mercato vivace, crocevia d’incontro e di confronto dai molteplici contenuti, centro strategico di attività promozionali e commerciali di ampio respiro e trampolino per le nuove tendenze. “Grazie ai risultati ottenuti – ha dichiarato il presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli – il partenariato con Autopromotec si conferma come supporto decisivo al made in Italy e al comparto italiano dell’automotive. E pure il ruolo del nostro quartiere come hub di incontro tra operatori dell’Asia, dell’Europa e delle Americhe”.

Connubio tra vetrina e affari
“L’ottimo riscontro registrato – gli ha fatto eco Renzo Servadei, patron della manifestazione – in controtendenza rispetto all’andamento generale dei settori fieristico e automotive, dimostra la bontà di un’impostazione riassunta nei tre sostantivi specializzazione, internazionalità e qualità. Autopromotec è luogo privilegiato per fare affari e osservatorio da cui guardare al futuro: ecco la capacità di monopolizzare l’interesse di professionisti di tutto il mondo, che qui hanno trovato, accanto a tutte le ultime novità di prodotto e servizio, concrete opportunità di business”.
Con i settori merceologici rappresentati al completo: da ricambi, componentistica e car service a pneumatici e relative attrezzature, da garage equipment a utensili, compressori e car care, passando da prodotti per carrozzeria, impianti di autolavaggio e mezzi di soccorso stradale; e poi ancora sistemi per la diagnosi, nonché servizi e attrezzature per i truck. Una vetrina a tutto tondo per un mercato globale: tale è infatti l’aftermarket automotive che, se in Europa segna il passo, apre all’industria nazionale nuovi canali di sviluppo oltreoceano e soprattutto nei paesi del Bric, divenuti grandi produttori di veicoli e dunque sbocchi privilegiati per i prodotti del vecchio continente, i cui contenuti tecnologici e d’innovazione rappresentano un indubbio valore aggiunto. Simbolo della più marcata vocazione nostrana all’export, le imprese produttrici di autoattrezzature, che alla fiera bolognese si sono presentate a ranghi compatti.

Italia leader delle autoattrezzature
“Ribadendo – ha sottolineato Giorgio Cometti, presidente dell’Aica, l’associazione di settore – che l’Italia è e resta il principale riferimento. Abbiamo la più grande concentrazione mondiale di costruttori di garage equipment, localizzata in distretti industriali le cui maestranze specializzate e il cui know how sono tali da attrarre anche imprese estere a produrre nel nostro paese. Esportiamo oltre il 70% di quanto fabbrichiamo e in fiera abbiamo messo in luce lo straordinario concentrato di tecnologie che ci caratterizza”. Una capacità d’innovare che contribuisce a dare corpo al saldo positivo della filiera automotive nazionale (salito a 7,5 miliardi di euro) e che rappresenta una cifra obbligata anche per i centri di assistenza ai veicoli, il cui domani è legato a doppio filo a robuste iniezioni di hi-tech, nel quadro di un aggiornamento continuo, così come ripetutamente evidenziato nel corso delle sessioni convegnistiche del ricco programma di AutopromotecEdu. A inaugurarlo, un meeting che, facendo emergere il ritratto dell’officina prossima ventura, ha delineato gli orizzonti di manutenzione e riparazione.
Un comparto del valore di quasi 27 miliardi per le sole autovetture (in base ai dati dell’Osservatorio Autopromotec), anticiclico per definizione, e le cui dinamiche, secondo gli analisti di GiPA, segnano sì una contrazione dell’universo degli autoriparatori, il cui numero in un decennio è sceso del 18% a 55.835 officine, ma anche un rinnovamento di sostanza, con una ricerca di efficienza che ha portato a strutture più grandi e attrezzate. E se i gommisti hanno tenuto meglio degli altri operatori (dal 2000 a oggi, in calo numerico dell’8% circa), un’emorragia c’è stata soprattutto tra le officine meccaniche indipendenti (quasi 10mila in meno nello stesso periodo); oggi la sfida si gioca tra gommisti aspiranti fast fitter e service multimarca che puntano ad ampliare l’attività ai pneumatici.

Autoriparazione, mercato globale
Una parziale risposta può essere desunta dalla propensione a investire: guidano la classifica concessionari e officine autorizzate, con investimenti medi nel 2012 rispettivamente oltre i 14mila e i 13mila euro, seguiti dai gommisti, poco sotto gli 11mila euro, mentre gli indipendenti hanno speso mediamente la metà. Il mercato dell’autoriparazione sconta sì la forte riduzione delle immatricolazioni e la flessione delle percorrenze medie annue, seppure solo del 2%, ma il parco circolante resta numericamente stabile, tendendo a invecchiare. E stabile risulta anche il numero di ingressi in officina, mentre si assottigliano i circuiti di manutenzione frequentati: scegliendo un autoriparatore, infatti, il cliente si aspetta di ricevere un servizio capace di spaziare su tutti i possibili interventi.
AutopromotecEdu si è dipanato in un calendario fitto di appuntamenti, in grado non solo di fornire una panoramica a 360 gradi sull’universo del post vendita in Italia e nei paesi dai mercati oggi più ricettivi (ed ecco gli incontri tematici dedicati a Turchia, Stati Uniti e Brasile), ma anche di proporre un ventaglio di seminari tecnici di formazione e aggiornamento per altrettante occasioni di crescita professionale che gli operatori hanno mostrato di apprezzare, con una presenza sempre assai numerosa. E, facendosi palcoscenico della quarta edizione dell’International Automotive Aftermarket Meeting, già noto in precedenza come European Automotive Aftermarket Symposium, la principale conferenza di settore a livello mondiale, Autopromotec ha ribadito la centralità di una rassegna i cui organizzatori, forti del viatico acquisito, sono già al lavoro per preparare l’edizione 2015: periodo fissato in calendario, dal 20 al 24 maggio.

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