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23/06/2016
AUTOPROMOTEC CONFERENCE: L'OFFICINA 4.0 E LA RIVOLUZIONE DELLA CONNETTIVITÀ

Le sfide per l’aftermarket del futuro

 

A Bologna gli Stati Generali dell’aftermarket automotive: due giorni di convegni con i
massimi esperti a livello internazionale per fare il punto sulle nuove tecnologie dell’automobile, dalla connected car alla guida autonoma, per delineare gli scenari della mobilità del futuro e comprendere le sfide che attendono il mondo dell’assistenza postvendita

Guido Gambassi

La trasformazione tecnologica dell’automobile continua ad accelerare a ritmi sempre più elevati, le auto connesse sono già una realtà, quelle che si guidano da sole sono dietro l’angolo: come impatteranno queste evoluzioni sulla filiera del postvendita e del service? È questa la domanda che ha spinto gli organizzatori di Autopromotec, biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, a organizzare il 9 e 10 giugno un convegno di due giorni, Autopromotec Conference – Stati Generali 2016, per fare il punto sulla rapida e complessa rivoluzione che sta interessando il comparto, rispondendo così all’esigenza espressa da partner, operatori ed espositori della manifestazione Bolognese.

L’Opificio Golinelli, cittadella per la conoscenza e la cultura fiore all’occhiello della città di Bologna, è stato la location perfetta per questo evento nato per approfondire e dibattere nuovi scenari, nuovi paradigmi, nuovi modelli di business dell’aftermarket: un momento di sintesi e aggiornamento rivolto all’industria dell’automotive, ai componentisti, ai ricambisti, al mondo dell’officina, con le testimonianze dei protagonisti del cambiamento. Perché come afferma il presidente di AICA, Mauro Severi, in apertura della conference: “la rivoluzione tecnologica in atto è stata già ampiamente analizzata sotto il profilo del veicolo nuovo sia come prodotto in sé sia a livello infrastrutturale. Ora è giunto il momento che anche il settore post vendita prenda coscienza di questi cambiamenti”.

Il convegno, realizzato vista la grande rilevanza industriale con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e il supporto del Ministero dello sviluppo economico e di ICE – Italian Trade Agency, ha coinvolto quindi i massimi esperti del settore a livello internazionale, ricercatori universitari, rappresentanti di istituzioni italiane ed europee, executive e manager che hanno illustrato a una platea di 350 partecipanti le esperienze di importanti gruppi industriali internazionali e alcuni possibili scenari su un futuro non troppo lontano.

 

Quali scenari per la mobilità di domani

Il tema scelto per questa prima edizione degli Stati Generali dell’aftermarket è “Officina 4.0 la rivoluzione della connettività e del servizio”, la parola chiave dell’evoluzione del settore è l’Internet of things (IOT): per il primo intervento di scenario dopo i saluti istituzionali non poteva essere quindi più adatto lo speech di Carlo Ratti, direttore del MIT Senseable City Lab al Massachusetts Institute of Technology di Boston, che ha calamitato l’attenzione della platea parlando delle nuove tecnologie che cambieranno la mobilità urbana.

Ad esempio lo studio del MIT realizzato con nuovi modelli matematici applicati alla mobilità urbana, rivela che ad oggi negli Stati Uniti un’auto resta inutilizzata per il 95% del tempo, e stima che con le self-driving car si potrebbero eliminare 8 auto su 10, anche se i chilometri percorsi complessivamente dalle auto rimaranno invariati: uno dei benefici della guida automatizzata infatti è che l’auto può spostarsi da sola, per prelevare un nuovo passeggero dopo aver trasportato il precedente. L’interconnessione digitale fra le vetture inoltre sarà un elemento centrale della sicurezza stradale di domani, che potrebbe addirittura portarci a fare a meno dei semafori. Quello che si prospetta è uno scenario di trasporto che eliminerà la distinzione fra pubblico e privato, con un modello che chiama fortemente in causa la mobilità on demand, da Uber in giù: un settore assolutamente centrale per i prossimi anni, da cui sarebbe un errore tagliarsi fuori, tanto che tutte le case automobilistiche stanno creando aree di venture capital per fare ricerca in questo ambito. E mentre l’industria automobilistica vede la propria frontiera di sviluppo nell’esperienza del viaggio (che significa connettività, interazione, socialità, infotainment) piuttosto che nella velocità, anche le riparazioni si dovranno necessariamente adeguare a quello che sta diventando l’auto: un computer su quattro ruote, per cui anche l’assistenza sarà sempre più informatica.

Il secondo intervento di scenario, affidato a Dipak R. Pant, Head-Interdisciplinary Unit for Sustainable Economy Carlo Cattaneo University, ha illustrato alcune grandi tendenze di fondo che si dovranno tenere in considerazione non tanto per prevedere il futuro, anche perché come afferma Pant nessuno ci riesce, ma piuttosto per determinarlo, cosa ben più utile. Un primo dato di fatto è l’invecchiamento della popolazione, che ridurrà progressivamente la domanda di veicoli privati e porrà l’esigenza di nuovi servizi e strumenti per la mobilità, con forte accento sull’on-demand, vista anche le crescente urbanizzazione in tante regioni del mondo. Vi è il fronte dei problemi ambientali, che vedrà crescere la valutazione etica come criterio di scelta da parte dei consumatori e lo sviluppo sempre più diffuso della tecnologia di batterie ricaricabili da fonti rinnovabili, cui si legherà la domanda di automobili sempre più multifunzione e multimediali. Si va quindi verso una “mobilità multiforme intermodale”, vero tema portante dei prossimi anni, per la quale serve una riprogettazione delle infrastrutture, un riordino dei sistemi di produzione, vendita, servizi, ricambi e manutenzione.

Nella seconda giornata, il terzo intervento di scenario incentrato sui nuovi canali commerciali, presentato da Angie Cucco, di Google, ha messo in luce la necessità di spostarsi sempre più online per continuare a raggiungere i consumatori. I costruttori di auto continuano a investire sui media tradizionali, ma anche nell’automotive il processo di acquisto si sta digitalizzando, le persone fanno ricerche in rete prima di scegliere un’auto (e in Italia molto più che in altri paesi), tanto che ormai si considera il video pubblicato online come la nuova forma di test drive. In particolare, la sfida sarà tutta giocata sui mobile devices: le statistiche ci dicono che la quasi totalità delle persone non si trova mai a più di un metro di distanza dal proprio cellulare. In una società sempre connessa ma con sempre meno tempo a disposizione, l‘imperativo sarà quello di “vincere online prima di incontrare il cliente offline”, abbreviando sempre di più i processi di scelta e acquisto grazie alle nuove tecnologie.

 

L’auto del futuro cambierà la catena del valore, anchenell’ aftermarket

Davvero numerosi e di alto profilo anche gli altri interventi, organizzati nelle due giornate in due sessioni dedicate a “Telediagnosi e servizi di connettività. Opportunità e sfide per il servizio, l’assistenza, il ricambio” e alle “Dimensioni del mercato e dinamiche competitive. Mondo aftermarket: come evolve la filiera”, oltre alla tavole rotonde con i massimi rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria del settore. Interventi che nelle loro diverse prospettive e specificità permettono comunque di tracciare un filo rosso dei fattori chiave che stanno definendo lo scenario presente e futuro dell’aftermarket automotive, a partire dallo sviluppo tecnologico che sta ridefinendo l’automobile come un hub digitale al centro di molteplici possibilità di utilizzo. Il tema dell’auto connessa porterà senz’altro all’ingresso di nuovi player nel settore: fornitori di telecomunicazioni, hardware, software, servizi, saranno tutti nuovi partner esterni e specializzati dei car makers, in un contesto di evoluzione che si prospetta rapidissimo sul versante digitale, e nel quale potrebbe essere determinante il coinvolgimento anche di piccole start-up innovative. Anche la logistica, come campo di applicazione delle tecnologie dell’automazione, sta portando numerosi vantaggi sia a livello industriale che commerciale. Vi è ovviamente il tema della guida autonoma, che vede una forte crescita dei brevetti depositati e sul quale tutte le case automobilistiche stanno investendo in maniera importante, tanto che sono in diversi ad affermare che le tecnologie sono già pronte, ma manca ancora la piena sostenibilità industriale, e soprattutto una politica precisa in materia: perché solo le politiche urbane e infrastrutturali potranno effettivamente determinare quelli che saranno gli scenari della mobilità autonoma. Cambia anche la concezione dell’auto, non più bene di possesso ma nuova commodity: ecco che entra in scena la sharing economy, parola chiave per i servizi di mobilità del futuro prossimo (nel 2020 una persona su dieci sarà registrata come utente di un car sharing). Cambia il ciclo di sviluppo dell’automobile, che oggi vede 4-5 anni dall’ideazione all’arrivo sul mercato: con macchine sempre più digitalizzate, presto gli aggiornamenti software permetteranno upgrade continui delle funzionalità del veicolo.

Sarà l’intera catena del valore dell’industria automotive quindi a evolversi profondamente nei prossimi anni, impattando inevitabilmente sulla catena del valore dell’aftermarket, imponendo certamente tanti cambiamenti per gli operatori coinvolti, così come tante saranno le nuove opportunità legate ai nuovi contesti operativi. Già oggi i canali di vendita dell’aftermarket vedono da un lato una crescente aggregazione, sia verticale che orizzontale, con nuove piattaforme internazionali finalizzate ad aumentare il potere di acquisto, dall’altro l’emergere dell’e-commerce come fattore sempre più centrale anche in questo settore. Sul versante più strettamente tecnologico un tema che riguarderà da vicino le officine è per esempio la telediagnosi, per cui si potranno fare da remoto molte operazioni che finora sono confinate ai garage, e quando l’auto connessa contatterà un’officina per segnalare la necessità di un intervento, ovvio che l’autoriparatore dovrà essere reperibile e disponibile. Non si potrà quindi prescindere dalla formazione professionale specifica su questi temi, per restare in campo.

 

Aspettando il pneumatico intelligente

Fra gli interventi della due giorni bolognese anche rappresentanti del mondo dei pneumatici: Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia, ha sottolineato come ormai si sviluppano per il settore automotive non più componenti ma sistemi e soluzioni, anche perché lo sviluppo integrato di più elementi ne potenzia di molto l’efficacia, e affermando che i pneumatici intelligenti sono attualmente in fase di sviluppo, ha lasciato, nel quadro della grande rivoluzione in corso, un piccolo conforto per i gommisti affermando che comunque “il vero pneumatico intelligente è quello ben manutenuto”. Roberto Righi, chief commercial officer Europa e CEO Italia di Pirelli ha parlato, fra l’altro, di come nel settore autocarro i sensori integrati nel pneumatico abbiano permesso il passaggio dalla semplice fornitura del prodotto alla creazione di un pacchetto completo e avanzato di assistenza per l’ottimizzazione della flotta commerciale a partire dai dati trasmessi. Il che può essere visto come un esempio concreto di come il 4.0 possa creare nuovi modelli di offerta

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