Condividi su

Articoli - Archivio

01/07/2013
AUTOATTREZZATURE IN VETRINA PER SCORDARE LA CRISI

SPECIALE AUTOPROMOTEC: AUTOATTREZZATURE

Con numerose novità di sostanza e altrettanti restyling di prodotto l’industria del garage equipment ha figurato ad Autopromotec a ranghi compatti, assicurando nuovo vigore alle premesse di rilancio, con l’export come destinazione privilegiata dei costruttori nostrani

Francesco Lojola

GARAGE EQUIPMENT in grande spolvero a Bologna, nell’ambito di una 25a edizione della fiera internazionale Autopromotec che ha avuto il merito di rilanciare immagine e prospettive di un comparto dinamico e con parecchie carte da giocare nonostante le difficoltà del momento. Tra i pochi settori, nell’universo automotive nostrano, capace di reazioni decise e incisive proprio perché tradizionalmente votato all’export: dei 2.435 milioni di euro di fatturato che le stime dell’Aica, l’associazione italiana dei costruttori di autoattrezzature, ascrivono al 2012, ben il 71% (1.728 milioni) è stato frutto del venduto oltre frontiera.
Guai però a parlare di ripresa del mercato: quasi un tabù fissato per esorcizzare i fantasmi della crisi. Che di certo ha inciso, se è vero che il settore ha accusato lo scorso anno una flessione del giro d’affari di circa il 10% (-13,2% e -8,6% rispettivamente nei mercati domestico ed estero) rispetto al 2011, cui si è aggiunto un calo degli addetti del 2%, passati da 15.957 a 15.638.
Nessun ottimismo di maniera, dunque, per un 2013 che le aziende del comparto vedono ancora come un anno di transizione verso orizzonti più sereni. Ancora difficili da ipotizzare in Italia, dove il perdurante credit crunch, l’aumento della disoccupazione, il calo delle immatricolazioni (-20% nel 2012 e -12,3% da inizio anno) e la contestuale crescita delle rottamazioni, nonché la riduzione delle percorrenze (si consumano meno carburante e pneumatici, allungando anche gli intervalli di manutenzione) suggeriscono massima prudenza e concretezza.

La polarizzazione del mercato avanza
Ciò di cui in fiera è stata data ampia dimostrazione, col manifestarsi di umori che per alcuni attori della filiera si percepivano ispirati alla prima, intrecciata al timore di osare, mentre per altri ben s’intonavano alla seconda, in qualche caso amplificandola attraverso esibizioni muscolari: stand estesi su superfici ostentatamente ampie, con una ricchezza della vetrina e degli inediti che certo ha impressionato.
Peraltro, l’edizione 2013 ha segnato il record degli espositori, 1.514 di cui 589 esteri, e dell’area occupata, salita a 156mila mq. Una manifestazione rivelatasi specchio fedele di un mercato delle autoattrezzature assai sfaccettato e soprattutto segmentato in modo sempre più netto, nel quale il definirsi dei ruoli e degli obiettivi sta contribuendo a fare chiarezza. Se infatti l’atteggiamento mostrato delle aziende capofila del comparto è quello di chi intende allungare il passo con una profusione di novità, forti di inediti tecnici e applicativi in misura fors’anche superiore a quanto atteso alla vigilia, il profilo più basso tenuto dai follower ha invece evidenziato un’attenzione quasi spasmodica alle istanze di un mercato domestico che va ripiegandosi su se stesso: prodotti in larga misura da acquistare solo per quanto necessario, con i quali tirare avanti almeno fino a scavallare la crisi. È il target, in costante aumento, di chi, tra gommisti e autoriparatori meno strutturati, patisce di più la congiuntura, mentre, se il segmento medio tende a svuotarsi, al top della piramide resiste una fascia di clientela tuttora in grado di investire sulle autoattrezzature dell’alto di gamma.

Novità anche per una domanda più povera
È il segno di una crescente polarizzazione della domanda, cui i produttori presenti alla rassegna bolognese hanno risposto da un lato riconfezionando macchine recenti del segmento base, dalla patina di novità affidata sia a restyling di facciata che a perfezionamenti e migliorie derivate da attrezzature di gamma superiore o, piuttosto, con versioni opportunamente semplificate di prodotti già sul mercato; e, nell’entry level.
Dall’altro, a tenere alto il vessillo dell’industria nazionale di marchio, le innovazioni costituite da attrezzature di livello medio-alto e top. In generale la parola d’ordine dei prodotti di garage equipment è velocità: una rapidità operativa, anche alla luce della marcata stagionalità oggi assunta dal lavoro del gommista specialista, da coniugare necessariamente a una praticità d’uso a tutto tondo.
L’esempio viene innanzitutto dalle equilibratrici di nuova generazione, il cui tempo di ciclo si riduce a pochi secondi e nelle quali la precisione deve fare il paio con l’affidabilità. Ecco allora, accanto al diffuso rinnovo del design connesso anche a dichiarati studi ergonomici, l’ulteriore iniezione di elettronica sui modelli dell’alto di gamma, veri e propri centri diagnosi della ruota che affidano rilevazioni e misurazioni a sonar e laser (a linee e ora anche puntiformi); nuove macchine in grado di comunicare con apparati esterni grazie all’unità pc incorporata, come pure di servirsi di una telecamera per inquadrare gomma e cerchio, nonché di usare programmi ottimizzati per individuare run-out radiale, laterale, altezza del battistrada e deriva.

Largo agli smontagomme bi-modali
Poiché il mercato privilegia un utilizzo di sostanza (su 3mila equilibratrici vendute in Italia nel 2012, solo il 5% è rappresentato da sistemi con funzioni di diagnosi), ecco che le novità in fiera si sono concentrate soprattutto nel segmento delle equilibratrici di fascia media. Con dettagli inediti, come i pulsanti multifunzione comparsi anche su macchine touchscreen per modificare le selezioni senza dover alzare lo sguardo verso il monitor e poter procedere più speditamente. Tra gli smontagomme è il trionfo dei modelli senza leva, con l’affermarsi parallelo di una tendenza concretata dalla macchina bi-modale, che consente di operare in automatico e, all’occorrenza, se lo richiedono gomme più piccole e morbide, di tornare alla manualità. Non più, dunque, solo il kit leverless per gli smontagomme che non lo sono, ma sistemi plug&play per cambiare rapidamente la configurazione d’uso della macchina.
E poi, tra i superautomatici, il rilancio delle stazioni con la ruota in verticale, con azionamenti che guadagnano in forza e precisione, mentre, ancora una volta in ossequio alla rapidità di lavoro, sui nuovi prodotti compaiono meccanismi di bloccaggio del cerchio più semplici e immediati, tra i quali si segnala la chiusura che fa leva su una sorta di maxi tassello a espansione. Categoria che ha meno risentito in assoluto della flessione di mercato, gli assetti rappresentano l’avanguardia nel filone delle innovazioni di settore: la tipologia touchless è la nuova frontiera nell’ambito degli allineatori, ben rappresentata nella vetrina bolognese dall’industria italiana e tedesca.

Assetti touchless sugli scudi
Tra le novità, accanto a sistemi di questo tipo che già si fanno più compatti, un modello 3D senza totem, munito di inediti target tridimensionali e accreditato di un’operatività che esclude manovre di compensazione, nonché nuovi apparecchi di precontrollo, utili per una diagnosi rapida della geometria delle ruote da effettuare anche nel parcheggio antistante l’officina, grazie alla quale vendere la successiva operazione di allineamento. E se gli esemplari a Ccd non evolvono ma restano sul mercato, anche perché rappresentano ancora i tre quarti del venduto, ora entrano in valigia, collegabili a un laptop e trasportabili per intervenire a bordo pista durante le prove che le case auto spesso eseguono in circuito. Quanto invece ai sollevatori, vince la versatilità: innanzitutto con gli inediti, nell’ambito di un generale massiccio rinnovo di gamma, nelle categorie dei doppia forbice sottoscocca e dei più complessi modelli sottoruota. I primi studiati per sollevare la portata massima indipendentemente dalla posizione assunta dalle pedane mobili e capaci di meglio distribuire il peso, i secondi in configurazioni combo con pedane integrate, e, nelle versioni per assetto, pronti ad alloggiare la city car così come il furgone a passo lungo senza spostare la posizione dei piatti rotanti. A evolvere poi è anche la sensoristica, a cominciare dal rilevatore dell’angolo di inclinazione, a tutto beneficio della console di controllo, cui spetta l’immediata segnalazione di eventuali guasti. Infine, ecco Autopromotec fare da anteprima ad analoghi sviluppi legati ai ponti sollevatori per autocarri.

torna all'archivio