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27/04/2012
ALLA CONQUISTA DELL'EUROPA

APOLLO TYRES

Approdato nel vecchio continente con l’acquisizione di Vredestein, Apollo Tyres è pronto a sfidare i big brand sul loro terreno; il Salone di Ginevra è stata l’occasione per incontrare il management del gruppo indiano al completo e per svelarne i programmi, nel quadro di una strategia di espansione che oggi accelera il passo 


Mino De Rigo

UNA TESTA di ponte e un traino di riconosciuta immagine nel mercato continentale per guadagnare l’indispensabile patente di europeità, presto corroborata dall’apertura di una nuova fabbrica in Slovacchia, un posizionamento proprio nel mezzo della piramide di prodotto per evitare di confondersi con la concorrenza asiatica, e un approccio senza forzature che punta soprattutto sugli accordi di primo equipaggiamento, scegliendo per il ricambio la via del prezzo unico ovunque. Ecco riassunta la strategia dell’indiana Apollo Tyres in Europa, da tre anni proprietaria del marchio olandese Vredestein e che ora si annuncia pronta a spingere sull’acceleratore. Nessuna occasione, per farlo, migliore del Salone di Ginevra, dove il management si è presentato al gran completo. 

Il presidente Onkar Singh Kanwar è stato netto: “Se gli altri produttori guardano a Oriente, noi puntiamo invece sul mercato europeo, continuando a investire sulla crescita della fabbrica di Enschede nonostante i tempi difficili, nonché su tecnologie e pneumatici sempre nuovi, ben consapevoli che i migliori prodotti approdano qui”. “In questo contesto – gli ha fatto eco il figlio, Neeraj Kanwar, vicepresidente del gruppo – s’inquadra la decisione di aprire un nuovo sito produttivo nell’Europa dell’est, che occuperà 900 addetti e che comporterà investimenti per 200 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Inoltre, siamo già pronti con la nuova etichetta UE e i regolamenti comunitari rappresentano un’importante direttrice seguita nella standardizzazione delle nostre fabbriche”. 

 

Focus su primo equipaggiamento

L’iniziativa è funzionale innanzitutto al business del primo equipaggiamento, per il quale la vicinanza agli stabilimenti delle case automobilistiche appare determinante. E i contratti Oe (Original equipment) sono la chiave primaria scelta da Apollo per aumentare la penetrazione del mercato. Rob Oudshoorn, già ad di Vredestein e tuttora a capo delle attività di Apollo Tyres nel vecchio continente, ha spiegato: “In India gli accordi già ci sono: con Volkswagen, Bmw e Mercedes per le vetture prodotte in loco. Ora si tratta di estenderli all’Europa, con l’obiettivo che Apollo diventi il nostro marchio principale”. Per farlo si avvarrà delle sinergie in tema di ricerca, sviluppo e ingegnerizzazione che hanno appena sortito il primo pneumatico uhp per il mercato europeo firmato Apollo, l’Aspire 4G, indo-olandese a tutti gli effetti. “Noi abbiamo lavorato alla struttura e al design – ha precisato Oudshoorn – e loro alle mescole. È una collaborazione che funziona bene. Entro il 2016 contiamo che i due marchi arrivino a vendere, in Europa, quantità analoghe di pneumatici”. Al momento le proiezioni per l’anno in corso vedono Vredestein, brand che è e resterà concentrato unicamente sul mercato del ricambio, a quota 6 milioni di pezzi, grazie all’aumento del 20% della capacità produttiva del sito di Enschede, mentre Apollo dovrebbe raggiungere un venduto pari a un milione di gomme. Di fatto, la sua è un’avanzata graduale nei paesi di sbocco: dapprima, all’indomani dell’acquisizione, Olanda, Gran Bretagna, Germania e Italia; ora l’attività commerciale e di distribuzione si può estendere a Svizzera, Austria e Danimarca, per allargarsi in futuro all’intera Europa. “Le strategie – ha ribadito il manager olandese – sono del tutto differenti da quelle di Vredestein, il cui ruolo è di produttore specializzato del segmento premium. E separati resteranno anche i brand”. 

 

Posizionamento nella fascia standard

“L’Oe – ha osservato Peter Becker, responsabile della ricerca e sviluppo – rappresenta per noi una sfida costante. Anche sotto il profilo dei requisiti ambientali. Ed è così che stiamo adottando infrastrutture e processi produttivi più ecocompatibili e usando materiali più ‘verdi’ per i nostri prodotti. Lo richiedono senza eccezioni le case auto (le partnership di Apollo spaziano da Fiat, koda e Ford a Volkswagen e Mercedes, da Hyundai e Gm a Tata e Mahindra)”, anche nel rispetto di requisiti che tutelino la loro immagine di marchio. “In questo periodo – ha aggiunto Oudshoorn – stiamo svolgendo molteplici test con vari produttori dell’automotive.

Abbiamo speso molto per introdurre il marchio nel mercato europeo, pur facilitati dal traino di Vredestein, e ritengo che avremo successo anche perché i pneumatici al ricambio avranno ovunque lo stesso prezzo”. La gamma già annovera la famiglia Hawkz (A/T, R/Ts, H/L e Winter) destinata alle 4x4 tuttoterreno, trasporto leggero e Suv, nonché la linea Amazer 3G Maxx per city car e compatte (con misure da 13” a 15”), di recente sottoposta con buon esito ai test dell’ente tedesco Adac, dell’omologo austriaco e del Touring Club svizzero. 

 

Obiettivi al top 

In dirittura d’arrivo c’è già un nuovo pneumatico Apollo all season, sulla scorta dei riscontri ottenuti dal Vredestein Quatrac 3 (e dall’omonima versione energy saving denominata Lite). Peraltro, il marchio Maloya esce definitivamente di scena, in base a una decisione presa per evitare cannibalizzazioni di prodotto. Dal mercato del primo equipaggiamento Apollo oggi ricava circa un quarto del proprio fatturato complessivo, che nell’anno fiscale 2011 ha sfiorato i 2 miliardi di dollari. È l’apice di una crescita al ritmo del 20% anno su anno nell’arco di un lustro, che ha portato il gruppo indiano al 16° posto tra i produttori mondiali di pneumatici e che rappresenta il viatico per centrare l’obiettivo dell’ingresso nella top ten entro il 2016. Fondato nel 1976, Apollo Tyres conta nove stabilimenti, quattro dei quali in India e altrettanti tra Sudafrica e Zimbabwe (uno di questi produce pneumatici ricostruiti). La ripartizione del giro d’affari, alimentato per il 38% dall’export in oltre 70 paesi tra Asia, Africa ed Europa, assegna il 35% al segmento vettura, l’8% ai veicoli da trasporto leggero, l’11% ai mezzi agricoli e di cava-cantiere, mentre la quota principale, pari al 46%, va ascritta a truck e bus. Quanto infine all’espansione commerciale e produttiva su nuovi fronti, “prima puntiamo a consolidare le attività nel sudest asiatico – ha affermato il vicepresidente di Apollo Tyres – e poi a estendere il raggio d’azione in Medio Oriente e America Latina. Non produrremo in Cina né nel mercato russo, che appare oggettivamente sopravvalutato”.

 

• Centri sicurezza Vredestein: l'indo-olandese è di casa

Lo scorso anno il mercato italiano ha assorbito circa 70mila pneumatici siglati Apollo, alla fine del 2012 saranno almeno il triplo. Parola di Giovanni Masinelli, ad di Vredestein Italia, che ai circa 300 dealer riuniti nella rete “soft-franchising” dei Centri Sicurezza assegna il compito di raggiungere l’obiettivo: “Siamo partiti lo scorso anno (ad anno già iniziato) – racconta – con qualche problema di approvvigionamento. Ora che la disponibilità di pneumatici è assicurata dall’entrata in produzione di nuove linee nello stabilimento di Chennai (il più recente e moderno tra i siti indiani di Apollo Tyres), potremo cominciare a spingere i prodotti”, nei segmenti vettura e presto anche truck. In attesa dell’impulso che giungerà in seguito agli accordi di primo equipaggiamento, tuttora in itinere con Fiat e Volkswagen, l’idea è di allargare la fornitura anche ad altri network. 

“La scelta è diversa: se anche dovessimo impiegare un anno in più, l’importante è che l’ingresso nel mercato sia adeguato al posizionamento scelto per il prodotto”.

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