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Articoli - Archivio

06/07/2015
AD AUTOPROMOTEC PER DARE IL "LA" ALLA RIPRESA

Autopromotec 2015

 

La capacità di innovare dell’industria tricolore delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, viatico per una solida crescita del comparto, come principale fil rouge della vetrina internazionale bolognese, oggi più che mai riferimento per il settore a livello mondiale

 

Mino De Rigo

 


Prima di tutto i numeri: 104mila visitatori, un quinto dei quali in arrivo dall’estero, accolti in un’area complessiva di 157mila mq punteggiata da 1.587 espositori, cresciuti del 4,8% sul 2013 e per oltre il 40% stranieri, provenienti da 47 Paesi diversi. Sono le cifre della 26a edizione di Autopromotec, la cinque giorni fieristica bolognese riconfermatasi riferimento consolidato dell’universo delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico internazionale. Forte di una partecipazione che ha registrato nuovi record, segnatamente nelle presenze d’oltreconfine, con un balzo del 12,5% degli espositori esteri (663) e una crescita significativa dei visitatori professionali stranieri (20.646), in aumento del 9% rispetto alla passata edizione del 2013. Immancabile crocevia d’incontro e di confronto per operatori di tutto il mondo, cartina al tornasole delle nuove tendenze e specchio concreto delle direttrici di sviluppo nei diversi segmenti del mercato delle autoattrezzature e del postvendita, la rassegna ha vissuto su un doppio binario, ormai rodato e sapientemente interconnesso, delineando da un lato l’articolato scenario di un comparto fiducioso in una ripresa in grado di farsi crescita tangibile, e proponendo dall’altro una ricca e animata panoramica della produzione di settore italiana e internazionale. Con le aziende nostrane in prima fila, a ribadire i primati che in numerosi settori dell’aftermarket, dalle attrezzature alla componentistica, sono indiscutibilmente tricolori.

 

Obiettivo internazionalizzazione

Ecco allora la forza di una manifestazione biennale “capace – ha sottolineato Renzo Servadei, ad di Autopromotec – di presentare la vera innovazione nei diversi campi. Perché la fiera è espressione diretta di un comparto nel quale i distretti italiani guidano la competizione, grazie alla qualità delle risorse e alla capacità di innovare”. Se ne sono accorti anche il Ministero per lo sviluppo economico e l’Ice, l’Istituto per il commercio estero, che ha inserito Autopromotec fra i grandi eventi fieristici a valenza internazionale, finanziando la campagna di comunicazione della rassegna bolognese, programmando un road show mondiale e soprattutto contribuendo a coinvolgere le delegazioni estere che, insieme ai 90 buyer internazionali, hanno vivacizzato i salotti dedicati agli incontri d’affari, con l’ausilio di un’apposita piattaforma di business matching. Oltre venti le delegazioni, da Stati Uniti, Messico, Giappone e Corea del Sud a Libano, Marocco, Qatar e Sudafrica, passando per i paesi dell’Europa orientale a ranghi compatti, Brasile e Argentina. E se l’Ice lavora per fornire alle aziende gli strumenti necessari ad affrontare la sfida dei mercati esteri e a consolidarvi la propria presenza, è anche vero che una gran parte delle imprese dell’aftermarket automobilistico nazionale esporta per una quota rilevante del proprio fatturato, spesso ben oltre l’80%, e per questo ha potuto attraversare la crisi generale senza patirla.



Vitalità e dinamismo del made in Italy

L’esempio emblematico è quello della componentistica italiana, che ha tenuto le posizioni negli anni passati grazie all’alto contenuto dell’innovazione di prodotto e alla qualità dei processi di fabbrica e che nel 2014 ha visto crescere il proprio fatturato a quota 40 miliardi di euro, con un incremento del 3,6% sull’anno precedente. E l’export, complici il deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro e la caduta delle quotazioni del petrolio, si è già riportato ai livelli precedenti agli inizi della crisi, prossimo alla soglia dei 19,3 miliardi. Ora, l’evoluzione tecnologica e l’espansione del mercato globale dell’automotive sono alla base di una ripartenza che pare destinata a rafforzarsi. Con uno slancio atteso anche dall’industria delle autoattrezzature, che ad Autopromotec ha dato prova di grande vitalità e dinamismo, concentrando il più alto numero di novità tra i settori in rassegna (si veda al riguardo l’articolo dedicato su questo stesso numero di Pneurama). Ed è un’innovazione ad ampio spettro che riguarda anche, come emerso chiaramente nel corso del fitto programma di convegni e seminari riunito sotto il cappello di AutopromotecEdu, sempre assai affollati durante l’intera manifestazione, la formazione e l’aggiornamento delle figure professionali. A cominciare dal meccatronico.

 

Formare competenze specialistiche

Se è vero che nelle officine e nei centri multiservice le attività di diagnostica sono ormai divenute il pane quotidiano (e il sistema ruota-freno-sospensioni certo non sfugge alla regola generale), ecco che le competenze richieste in particolare alle nuove leve non possono prescindere da una formazione tecnica specifica, unita alla conoscenza dell’inglese e all’attitudine al continuo aggiornamento sul campo, anche attraverso il training online. Nonché imparando a usare il tramite della Rete pure per allargare il novero dei servizi, man mano che essa si trasforma nel canale privilegiato di comunicazione tra service e clientela. È questa l’ineludibile prospettiva delle auto connesse, dove il connettore Obd lascerà il passo al flusso di dati telematico, grazie al quale le concessionarie delle case auto potranno colloquiare direttamente con il cliente fornendo proposte immediate sulla base delle informazioni acquisite dal veicolo, potendo così relegare al margine i riparatori indipendenti. A meno che, come ipotizzato nell’ambito dell’International Automotive Aftermarket Meeting, normative ad hoc non impongano una condivisione più o meno ampia dei dati in questione. D’altro canto, le auto connesse schiuderanno le porte a un mercato di servizi a valore aggiunto di enormi dimensioni.

 

Linee revisioni all’avanguardia

All’opposto, chi invece può fare a meno del know-how specialistico per puntare tutto sull’abilità di sviluppare e mantenere relazioni redditizie è il responsabile dell’accettazione: conta poco essere un guru della tecnica se non si è in grado di comunicare nel modo corretto con il proprio cliente, trasmettendo il valore del proprio lavoro, magari con la capacità di trasformare un inconveniente in un elemento di soddisfazione, presupposto per la fedeltà all’officina. Che, tornando ai temi di più stretta attualità, oggi trae vantaggio soprattutto dall’invecchiamento del parco circolante; e, accanto al business delle riparazioni, può giovarsi di quello indotto dalle revisioni. Ciò che vale in special modo per i fornitori di attrezzature rese obbligatorie dal nuovo sistema MctcNet2. Con fotografie digitali nelle varie fasi di verifica del veicolo e algoritmi criptati per evitare manomissioni ai dati che in tempo reale raggiungono il cervellone centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), è concepito per mettere fine alle truffe. Di fatto, il sistema pone l’Italia all’avanguardia in Europa, visto che già oggi può disporre dell’infrastruttura informatica necessaria per la prospettata armonizzazione dei controlli tecnici periodici dei veicoli a livello comunitario, come definito dalla direttiva 2014/45/Ue. Soluzioni senz’altro inedite, testimoni della capacità di fare innovazione da parte delle aziende associate ad Aica (il sodalizio dei costruttori italiani di autoattrezzature), come per la linea di revisione multimarca allestita in fiera sotto l’egida del Mit, esibita per illustrare le prerogative e l’intera operatività dello standard MctcNet2. Ulteriore testimonianza della volontà di eccellere per affermarsi, come filo conduttore di una kermesse vissuta all’insegna dell’ottimismo propositivo.

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