Condividi su

Articoli - Archivio

24/02/2017
AAA CERCASI TRASPORTATORE PROFESSIONALMENTE

Borse di carichi a camion

 

Trovare un veicolo per una spedizione oppure un carico con cui riempire il camion: sono gli obiettivi che è possibile raggiungere grazie a una borsa di carichi e camion, un sistema che aumenta le opportunità ed esalta la professionalità dell’autotrasporto

Nicoletta Ferrini

C’è chi ha un carico, ma non un camion. C’è chi ha un camion, ma non un carico. C’è chi ha entrambi, ma vorrebbe esplorare nuove rotte. C’è chi è alla semplice ricerca di partner affidabili con cui lavorare. Tutte queste cose fanno parte della quotidianità dell’autotrasporto e della sua committenza, esigenze estemporanee che la crisi globale ha trasformato in una costante. Per continuare a essere competitivi, oggi più che mai, è necessario affrontare in maniera strategica queste problematiche. Uno strumento molto utile in tal senso possono essere le borse (o banche) di carichi e camion. Queste ultime sono, in buona sostanza, luoghi virtuali, piattaforme telematiche dove trasportatori e committenza possono caricare le proprie offerte, rendendole visibili a un network di professionisti selezionati.

Svariati sono gli usi e i benefici che si possono ottenere: per chi ha un carico e cerca un mezzo il vantaggio principale è quello di ricevere in tempi brevi diverse proposte da poter confrontare; per chi invece ha un mezzo, la borsa si rivela preziosa per trovare un carico, e magari così evitare un rientro a vuoto, oltre che per avvicinare nuove aziende. Le borse di carichi sono molto utili per risolvere un’esigenza estemporanea. Tuttavia, è con l’utilizzo continuativo e costante che si riesce a cogliere le migliori opportunità, sviluppando la propria rete di contatti, consolidando proficue relazioni professionali, espandendo l’attività e quindi incrementando il proprio giro d’affari.

In tutti i casi, però, affinché l’esperienza all’interno del circuito si riveli positiva e proficua, il presupposto fondamentale è l’affidabilità degli iscritti. Sono dunque particolarmente importanti le garanzie che ciascuna borsa può offrire in merito.

 

Dal passaparola a Internet: così è cresciuta una formula di successo

La storia delle borse di carichi comincia poco meno di trent’anni fa. La leggenda vuole che tutto sia partito piuttosto casualmente, quando tra una chiacchiera e l’altra, durante le soste previste nei loro lunghi viaggi, gli autotrasportatori hanno iniziato a confrontarsi sulla loro attività quotidiana e su alcuni dei principali problemi che si trovavano a dover affrontare. Tra questi, primeggiavano il fatto di non riuscire sempre a riempire il proprio camion oppure di non riuscire a coprire certe tratte. Il caso diventa facilmente abitudine: lo scambio di carichi e mezzi tra i trasportatori, iniziato così in maniera del tutto spontanea e abbastanza occasionale, diventa pian piano un diffuso e strutturato sistema.

La prima borsa di carichi e camion, Teleroute (gruppo Wolters Kluwer), vede la luce a Bruxelles, in Belgio, nel 1985. Quattro anni più tardi è la volta di Transpobank, prima realtà italiana di questo tipo. Gli inizi, come raccontano i protagonisti, sono segnati dall’utilizzo di strumenti di comunicazione abbastanza semplici, come il minitel. A metà degli anni ’90, la diffusione di Internet in Europa segna la vera svolta. Il boom del world wide web agevola, infatti, la diffusione del concetto di borsa di carichi e naturalmente stimola la nascita di nuove realtà. Tra quelle più grandi e ancora oggi attive sul territorio europeo e in particolare italiano, ci sono Wtransnet – fondata a Barcellona nel 1996 - e TimoCom – realtà partita in Germania nel 1997.

 

Alla conquista dell’Europa

Il concetto di borsa di carichi e camion prende dunque rapidamente piede in tutto il Vecchio Continente. Oggi sono davvero tante le aziende che utilizzano regolarmente anche più di una piattaforma. Primi ad aprire la strada, i pionieri di Teleroute contano oltre 70.000 utenti registrati, i quali possono scegliere tra più di 200.000 offerte caricate quotidianamente, per un totale di oltre 1,2 milioni di tonnellate di merce trasportata.

Puntando da subito sull’internazionalità, la più giovane TimoCom si è diffusa rapidamente fino a coprire 44 Paesi (e infatti la sua piattaforma è disponibile in ben 25 lingue). Attualmente, nella borsa tedesca ci sono più di 110.000 utenti, per oltre 36.000 aziende da tutt’Europa, di cui 1.350 italiane, le quali inseriscono giornalmente fino a mezzo milione di offerte internazionali, per un totale di oltre 516 milioni di tonnellate all’anno.

Il circuito Transpobank ha, viceversa, fin da subito puntato tutto sulla creazione di una borsa davvero “made in Italy”. All’interno del circuito ci sono più di 8.000 aziende di diversa tipologia (dallo spedizioniere all’operatore logistico, dal padroncino alla grande flotta), ma tutte italiane. Queste ultime possono contare su oltre 10.000 nuove offerte giornaliere tra cui scegliere. Sono invece circa 11.000 le aziende che appartengono al circuito di Wtransnet, di cui oltre 400 italiane. Tra le particolarità del network spagnolo – che si propone come punto di riferimento per il Sud Europa - c’è il fatto di essere forse l’unica borsa a non consentire l’accesso alla committenza: tutte le aziende iscritte sono infatti esclusivamente realtà dell’autotrasporto.

 

Un servizio pensato per tutti, ma esclusivo

Le condizioni per l’utilizzo delle diverse borse di carichi variano a seconda, non solo delle caratteristiche di queste ultime, ma anche dalla tipologia delle aziende che vogliono accedervi e dai servizi di cui intendono usufruire. Si spazia dall’utilizzo gratuito di alcune limitate funzioni fino ad arrivare a formule di abbonamento che possono prevedere da un costo a consumo fino a soluzioni “flat rate”. Queste ultime, a fronte di un fisso mensile, permettono il pressoché pieno utilizzo della piattaforma del circuito con tutti i molti servizi accessori che soprattutto le borse più grandi offrono: tracciabilità dei veicoli o addirittura dei carichi, formule di assicurazione per i mancati pagamenti, possibilità di caricare i propri documenti per renderli immediatamente disponibili ai contatti interessati, funzioni che consentono la consultazione e la selezione delle offerte in modalità mobile, chat per la messaggistica istantanea, creazione di rubriche personali e reti chiuse di contatti.

 

Un circuito chiuso al cui interno regnano fiducia e professionalità

In un universo vasto e variegato qual è quello delle borse di carichi e camion, riuscire a dare concretamente fiducia ai propri iscritti è la carta distintiva giocata dai marchi più blasonati. Per entrare in reti come Teleroute, TimoCom, Transpobank o Wtransnet, le aziende devono passare un’accurata fase di “screening”, durante la quale viene chiesto loro di presentare documenti che verificano l’identità dell’azienda, la sua solidità finanziaria, l’assenza di procedimenti legali pendenti, il rispetto delle norme legali e di sicurezza, il possesso di eventuali licenze e così via. “I nostri controlli sono molto rigorosi. Oltre a richiedere una lunga lista di documenti, facciamo molti accertamenti: prima di far entrare un’azienda, i nostri commerciali – i quali hanno una profonda conoscenza del territorio -vanno personalmente a visitarla per verificare che tutto sia in linea con quanto dichiarato”, spiega Alessandro Bassi, responsabile marketing di Transpobank. “A salvaguardia dei dati e dell’identità dei nostri clienti, prestiamo particolare attenzione anche la sicurezza informatica”, indica, invece, Tommaso Magistrali, country manager Italia di TimoCom. “Per utilizzare la nostra piattaforma è necessario scaricare un software e avere un profilo con credenziali di accesso specifiche. L’uso in modalità mobile deve essere ulteriormente autorizzato. Solo dopo una serie di accurati controlli, assegniamo un ulteriore pin per questa funzione”. Puntare sulla qualità della rete è anche l’obiettivo dichiarato di Wtransnet: “La nostra selezione all’ingresso è molto rigida e infatti non sono poche le aziende che sono rimaste fuori dal nostro network”, racconta Nicolò Calabrese, sales manager di Wtransnet Italia. “Non ci interessa essere la rete più grande: vorremmo piuttosto essere riconosciuti come quella più affidabile”.

Solo superando positivamente tutti i controlli, le aziende interessate riescono quindi ad accedere a una di queste borse di carichi. Una volta dentro è, però, altrettanto importante non tradire le aspettative in termini di professionalità, serietà e solvibilità. Pena: l’esclusione perentoria dalla rete. Essere fiscali ha aiutato borse di carichi e camion, quali quelle citate, a creare un “habitat” sicuro in cui le aziende alla ricerca di affidabilità, professionalità e qualità possono concludere i propri affari serenamente.

 

E l’Italia?

La formula delle borse di carichi e camion sta ora conquistando anche le più diffidenti aziende italiane. Lo dimostra chiaramente il successo di Transpobank. Nei suoi 28 anni di storia, il circuito ha fatto dell’“italianità” non solo un valore, ma un elemento distintivo. La scelta, finora, sembrerebbe essere stata vincente: oltre ad un largo numero di iscritti (il 78% dei quali si collega ogni giorno), la borsa italiana può infatti vantare anche un tasso di insoluti prossimo allo zero.

Sulle potenzialità del mercato italiano però scommettono anche le borse estere. Nel quartier generale di TimoCom a Erkrath, in Germania, c’è una squadra di 10 persone madrelingua che si occupano esclusivamente del mercato italiano. Il “turn over” è poi molto basso proprio perché si cerca di creare un rapporto familiare con i clienti di questo mercato. Dal 2015, Wtransnet ha addirittura una sede commerciale in Italia. Il network spagnolo sta investendo massicciamente nel nostro Paese, dove spera di replicare il successo raggiunto in casa.

Le possibilità di crescita nel Bel Paese ci sono dunque sia per le borse di carichi e camion, sia per i loro clienti. È per questo che, dulcis in fundo, le borse offrono ai propri clienti un’assistenza che spesso è al limite della consulenza, affiancandoli nell’utilizzo pratico, ma anche strategico delle proprie piattaforme per cercare di aumentare la loro competitività. della piattaforma. Con le borse di carichi, le aziende possono crescere, facendo della propria professionalità un riconosciuto e riconoscibile valore.

 

Transpobank

•     Anno di fondazione: 1989

•     Aziende iscritte: +8.000

•     Tipologia: autotrasportatori e committenza

•     Altri servizi: telecontrollo satellitare di veicoli, carichi televigilati (tramite Tracker.it - 22.000 veicoli industriali collegati in tutt’Europa), App Transpobank per consultazione mobile, Caricamion (borsa di carichi tramite smartphone riservata ai padroncini).

•     Sito internet: www.transpobank.it 

  

Wtransnet

•     Anno di fondazione: 1996

•     Aziende iscritte: +11.000

•     Tipologia: autotrasportatori

•     Altri servizi: localizzazione veicoli, assicurazione sui pagamenti, CargoPlus (applicazione online privata che propone automaticamente i migliori vettori e permette di creare un proprio database di contatti), Doc&Data (integrazione di CargoPlus per la gestione del database profilato con funzione di upload/download della documentazione delle aziende iscritte).

•     Sito internet www.wtransnet.com/it

 

TimoCom

•     Anno di fondazione: 1997

•     Aziende iscritte: +36.000

•     Tipologia: autotrasportatori e committenti

•     Altri servizi: localizzazione veicoli, piattaforma per gare d’appalto e ricerca fornitori, messenger/chat di messaggistica istantanea legata alla singola offerta, pianificazione percorsi, TC profile (rubrica aziendale con funzione di upload/download della documentazione delle aziende iscritte), borsa di magazzinaggio (fino a 30.000 magazzini e superfici logistiche in 44 Paesi).

•     Sito internet: www.timocom.it

torna all'archivio