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Articoli - Archivio

29/10/2018
A loro agio sempre

Michelin

 

Dal Crossgrip per i veicoli “arancioni” della manutenzione stradale all’ultima evoluzione del BF Goodrich Mud Terrrain, le novità del gruppo Michelin amano neve, fango e le condizioni di lavoro difficili.

Massimo Condolo

È bianchissimo ma ama sporcarsi. Bibendum, l’omino Michelin, ci ha abituati da tempo a impieghi estremi nella neve, nel fango e sulle rocce grazie ad applicazioni multistagionali e specialistiche per cava, cantiere e lavori pesanti. Due marchi del gruppo, Michelin e BF Goodrich, hanno recentemente presentato modelli per impieghi estremi, destinati rispettivamente a fuoristrada pesanti e a quelli leggeri.

 

L’amico dei lavori stradali

Si chiama Crossgrip ed è destinato ai veicoli dei professionisti della manutenzione stradale (piccola cantieristica, servizi comunali, sgombera neve, manutenzione degli aeroporti e dei parchi), che si trovano spesso a lavorare a velocità ridotta in condizioni da vero e proprio fuoristrada. Il basso chilometraggio annuo di questi veicoli suggerisce l’impiego di un pneumatico flessibile e multistagionale. La risposta è una copertura con 196 grandi tasselli, che garantisce un elevato sviluppo degli spigoli, e un ottimale rapporto pieno/vuoto. Il battistrada può così penetrare nella neve o nel fango e aggrapparsi per garantire un’elevata motricità. È ovviamente marchiato M+S e grazie alla struttura flessibile e robusta sopporta pressioni di gonfiaggio da 1,60 a 4,40 bar, con le più basse utili per proteggere il manto erboso. A seconda della misura, della pressione di gonfiaggio e della velocità che si vuole raggiungere (65 km/h quella massima), i Crossgrip garantiscono un carico per pneumatico che varia da 655 a 7.950 kg, che per l’impiego statico possono salire addirittura a 10.640, caratteristica apprezzata soprattutto per i veicoli porta-attrezzi come quelli con grandi gru, che lavorano da fermi con carichi elevatissimi. Le misure disponibili sono 250/80 R16, 400/80 e 440/80 R24 e 440/80 R26.

 

Per sportivi e lavoratori duri

È pensato per i fuoristrada impegnati su piste rocciose e fangose estreme e per i veicoli che lavorano molto lontano dalle strade (per esempio i pick-up dedicati alla manutenzione delle linee elettriche) il Mud Terrain T/A KM3 di BF Goodrich, ultimo nato di una gamma che affonda le sue origini nel 1980. Rispetto al KM2 che va a sostituire, migliora del 15% la motricità su fango e dell’8 % quella su roccia. I massicci tasselli assicurano una motricità ottimale con qualsiasi angolo di approccio, mentre l’elevata protezione dei fianchi li protegge da tagli, pizzicature e forature: la robustezza è migliorata del 27% rispetto al KM2 grazie alla struttura derivata dal pneumatico T/A KR3 Desert Racing impegnato nelle massacranti competizioni americane Baja. Grazie alla Flex Zone, area che garantisce un’ottima adattabilità alla forma del terreno senza danneggiare la carcassa, i KM3 possono essere tranquillamente impiegati anche a bassa pressione. Nonostante queste caratteristiche da gomme estreme, mantengono un ottimo livello di comfort e di emissioni acustiche durante la guida su strada. Sono disponibili in 42 misure, di cui 21 completamente nuove, che coprono il 75% delle applicazioni sul parco circolante europeo.

 

Box

Buon compleanno bibendum

È nato nel 1898 all’Esposizione internazionale di Lione, quando Edouard Michelin, guardando una pila di pneumatici di varie dimensioni, ne notò la forma umanoide. Il disegnatore bretone O’Galop ne tradusse l’idea quattro anni dopo in un pupazzo, che esordì nel celeberrimo manifesto con la citazione dalle odi di Orazio, “Nunc est bibendum”, “Ora bisogna bere”, a significare che il pneumatico Michelin si “beveva”, cioè sorpassava senza danni, ogni ostacolo. Di lì Bibendum divenne il nome e il simpatico e bonario omino iniziò una lunga carriera evolutiva: nel 1901 gli comparvero le gambe (prima era solo un busto), poi perse molti tratti distintivi dell’automobilista aristocratico di inizio Novecento, come il sigaro e il monocolo. Negli anni Venti fu meglio codificato, stabilendo per esempio il numero di pneumatici che lo costituivano; con gli anni subì una cura dimagrante e nel 2000, anno in cui il Financial Times lo definì miglior logo di tutti i tempi, acquistò la tridimensionalità. Nel 2017 tornò alla più simpatica bidimensionalità da personaggio dei fumetti, ed è in questa forma che oggi lo conosciamo.

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