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AutoAttrezzati - Archivio

29/12/2014

Massimo Brunamonti

 

Verso grandi cambiamenti nel settore auto: le nuove sfide per l‘autoriparazione

 

A chi ha partecipato o visitato le più recenti fiere internazionali appare abbastanza chiaro la dimensione e la rilevanza dei cambiamenti che stanno per avvenire nel settore dell’auto e di conseguenza nel mondo dell’autoriparazione.

I leitmotiv ad Automechanica 2014 a Francoforte erano manifestatamente le motorizzazioni alternative, le connessioni telematiche, l’efficienza energetica, le tecnologie ibride e il remote servicing.

Analoga situazione al SEMA 2014 a Las Vegas: comunicati stampa e seminari su argomenti come la “connected car”, la tecnologia ibrida e i nuovi materiali compositi.

Confrontando la portata degli argomenti in discussione con l’attuale situazione dell’autoriparazione nel mondo occidentale viene da pensare che ne vedremo delle belle.

Molto interessante in tal senso un recente studio sviluppato da Jester Study per le associazioni olandesi BOVAG e RAI che ha per tema proprio i cambiamenti nel mondo dell’auto. Il campo è vastissimo e prende l’avvio dai cambiamenti nelle attitudini e nei comportamenti dell’automobilista. Prima considerazione fondamentale: avremo sempre meno a che fare con “proprietari di auto” e sempre più con “utenti di auto”; sia che si tratti di leasing o noleggi o puro “sharing” di varia tipologia, chi usa l’auto avrà sempre meno a che fare con la relativa manutenzione. Aspetto non trascurabile di questo è la tendenza verso una manutenzione programmata che potrebbe generare un consistente aumento del volume di affari per l’autoriparazione.

La “connected car” è poi il tema caldo dell’immediato futuro: l’auto diventerà una specie di internet su ruote con tutto quanto serve già disponibile a bordo, incluso il service. Si comincia con la e-call obbligatoria nella UE a partire da ottobre 2015 per le chiamate d’emergenza; questo non sarà che il primo passo verso tutta una serie di servizi oggi solo in parte immaginabili tra cui anche interventi di diagnosi e assistenza tecnica telematica.

Un importante ruolo lo giocheranno anche i cambiamenti del mercato causati dall’entrata di nuovi potenti “intermediari” commerciali. Operatori come Ebay, Groupon, Carsom, etc. già oggi giocano la partita e presumibilmente nel futuro rafforzeranno considerevolmente la loro presenza influenzando profondamente la dinamica dell’autoriparazione interponendosi tra l’utente e l’autofficina.

Le nuove motorizzazioni, i materiali innovativi, i sistemi di assistenza alla guida (auto autonome) e tutte le innovazioni tecnologiche, oltre a richiedere aggiornamento costante e continuo, contribuiranno a specializzare ulteriormente il settore e a modulare ancora di più l’offerta.

L’avvento, infine, della generazione Y, sempre meno sensibile all’auto come status symbol ma che vede l’auto come un puro mezzo di trasporto tra tutti gli altri possibili influenzerà sicuramente il settore, in modo difficilmente quantizzabile oggi, ma sicuramente non trascurabile.

Guardando la cosa nel suo complesso la situazione può sembrare tale da far tremare le vene e i polsi; tali e tanti sembrano i cambiamenti in prospettiva che il primo impulso potrebbe essere quello di mollare tutto; peraltro niente fa pensare che in generale il volume complessivo del business sia destinato a diminuire, anzi, utenza più esigente, maggiori complessità o modularità e nuove tecnologie genereranno sicuramente anche maggiori opportunità. Chi come noi può dire di averne già viste molte può anche testimoniare che è la stasi, non il cambiamento a generare problemi; quindi ben vengano le novità se sapremo gestirle.

 



Il nuovo gas refrigerante: l’Europa fa sentire la sua voce 

 

Continua la querelle iniziata nell’estate del 2013 sul gas refrigerante per i sistemi di aria condizionata delle automobili. Come molti ricorderanno, la questione ha avuto inizio con il blocco delle immatricolazioni in Francia di alcune vetture Mercedes non conformi alla Direttiva 2006/40/CE, detta Direttiva MAC, ma precedentemente omologate dal governo tedesco, in contrasto con la stessa Direttiva.

La novità è che, a seguito degli ulteriori approfondimenti che hanno sgombrato il campo dalle ipotesi di pericolosità sostenute da Daimler-Benz, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro la Germania intimandole di intraprendere tutte le azioni necessarie alla corretta applicazione della Direttiva MAC.

Allo stesso tempo la Commissione ha anche recepito una problematica generatasi con la messa in produzione del gas R-1234yf da parte di Honeywell e Du Pont: il costo. Purtroppo ancora oggi il prezzo del gas non ha raggiunto i livelli auspicati. Bruxelles ha preso l’iniziativa inviando una diffida ufficiale a Honeywell e Du Pont (statement of objection), nella quale s’ipotizza l’aver ostacolato la concorrenza sul mercato per il gas R-1234yf in violazione alle norme antitrust comunitarie.

Questa comunicazione pubblica segna l’inizio di un percorso di indagine che potrebbe anche portare a sanzioni contro le due società, qualora la Commissione dovesse ritenerle colpevoli di ostacolo al libero mercato.

È importante ricordare che la Direttiva MAC, come la Commissione Europea ancora una volta ribadisce, non definisce il tipo di gas da utilizzare ma ne stabilisce il grado di sicurezza ambientale. È stata l’industria che, dopo ricerche e sperimentazioni, si è orientata verso il R1234yf. Adesso alcuni costruttori di autoveicoli ci stanno ripensando rispolverando soluzioni alternative già esaminate in passato quali l’uso della CO2 (R744).

La questione è di elevato impatto politico e la Commissione ha l’obbligo di agire affinché la Direttiva venga applicata uniformemente in tutta l’UE da tutti gli stati membri e senza distorsioni della concorrenza. Se da un lato tutti gli Stati Membri hanno assicurato di essere pronti ad attuare il divieto generale sull’uso di R134a alla data limite del 1° gennaio 2017, dall’altro lato la Commissione ha in ogni caso deciso di rivedere la Direttiva MAC per evitare il ripetersi di casi come questo e tenere sotto controllo i rischi presenti nei mercati interni.

Di grande interesse per i costruttori di autoattrezzature è la possibilità che soluzioni alternative al gas R-1234yf quali la CO2 vengano scelte come gas refrigerante per alcuni modelli di auto. Questo significherebbe la necessità per l’autoriparatore di dotarsi di più tipi diversi di apparecchiature per la ricarica di impianti di aria condizionata in funzione del gas (R134a, R1234yf, CO2) usato sull’auto. L’ipotesi non è affatto peregrina e i costruttori dovranno prepararsi per tempo per una simile eventualità, che alla fine si potrebbe rivelare come un’eccellente business opportunity.  

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