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L'Editoriale - Archivio

02/11/2015
IL VALORE DELLE REGOLE

Renzo Servadei

Vogliamo prendere spunto dalla vicenda delle centraline manomesse negli Stati Uniti per fare una riflessione più generale sul valore delle regole.

Troppe volte l’approccio che si ha rispetto alle regole è quello di trovare un modo per “passare l’esame” e non quello di raggiungere lo scopo per il quale le stesse sono state emanate.

Anche al di fuori del caso patologico accaduto negli USA, se abbiamo l’obiettivo di ridurre le emissioni e poi abbiamo un ciclo di omologazione che è completamente diverso rispetto alla realtà della circolazione, è evidente che ridurremo le emissioni in laboratorio, non sulla strada. Ma è questo l’obiettivo di un ciclo di omologazione? Altra domanda: è ovvio che una macchina elettrica allo scarico (che non ha) inquina meno rispetto a una a combustione interna, ma per produrre tale vettura, le batterie e l’energia elettrica che le servono per muoversi, si inquina di più o di meno rispetto a un’automobile con motore a scoppio? Ancora: oggi molti paesi mettono all’indice il diesel perché produce più NOx rispetto al benzina, ma visto che il ciclo diesel consuma meno, è preferibile avere nell’atmosfera meno NOx o meno CO2?  

Talvolta l’obiettivo di alcune regole sembra addirittura diverso da quello dichiarato. Se inserisco un limite di velocità basso del tutto ingiustificato in una strada a scorrimento veloce e dietro a un ostacolo monto un autovelox, lo scopo è fare cassa o la sicurezza?

Non avremmo più dubbi se l’incasso delle multe andasse non all’ente che le eleva, ma ad esempio a un fondo per la manutenzione delle strade dalle buche che ci rendicontasse sulla propria attività.

Per fare un altro esempio, se la tassa sui rifiuti serve a finanziare il sistema di smaltimento è giusto che io la paghi per le aree nelle quali produco tali rifiuti. Ma per i locali nei quali io sto già pagando un’altra forma di smaltimento, come nel caso dei pneumatici, perché debbo continuare a pagare imposte sui rifiuti?

Riacquistare la fiducia dei cittadini è il primo obiettivo di qualsiasi legislatore. Se non si capisce perché si debba pagare, la tassa si trasforma in balzello medioevale e si cercherà di eluderla.

Tornando al tema iniziale, sembra che a seguito dello scandalo delle centraline anche in Europa si passerà presto a prove reali. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, speriamo che questo passare alle prove “reali” fornisca lo spunto al legislatore per emanare provvedimenti che diano al problema delle emissioni risposte altrettanto reali, e non sulla carta, o peggio “sulla luna” come a volte ci capita di rilevare.

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