Condividi su

Articoli - Archivio

08/09/2014
GIROLA, L'UOMO IN PIÙ NELL'INDUSTRIA DELLE RUOTE

Gianetti Ruote


A Ceriano Laghetto, affissa all’ingresso dello stabilimento di Gianetti Ruote, una targa ricorda Riccardo Girola, che ha dedicato un’intera vita professionale al mondo delle ruote, contribuendo ai successi dell’azienda, oggi nel gruppo Cln, in Italia e all’estero, dal dopoguerra al nuovo millennio

Francesco Lojola

Una vicenda di enorme passione e impegno professionale, d’instancabile dedizione al lavoro e all’azienda che mai avrebbe lasciato, nell’arco di un sessantennio vissuto segnandone attivamente le scelte e accompagnandone passo passo lo sviluppo e l’affermazione sui mercati. Una bella storia, come è sempre più raro poterne raccontare, quella di Riccardo Girola, classe 1928, intrecciata a doppio filo con i successi dell’impresa oggi ai vertici per la produzione di ruote in acciaio per veicoli commerciali e industriali.

La società anonima Giulio Gianetti & C. che la famiglia di Saronno (Va), una delle più note del paese, costituisce nel 1923, nel solco di una trentennale attività di fabbricazione di cerchioni in acciaio per la fasciatura delle ruote in legno di carri e carrozze. Nello stabilimento inaugurato a Ceriano Laghetto, dove già lavora il padre, Riccardo Girola entra nel 1953: unico laureato, è subito per tutti “l’ingegnere”. Per la Gianetti, che inizia ad affacciarsi sui mercati internazionali e a competere con realtà produttive di livello, un innesto di valore. È lui a recarsi ad Akron, in Ohio, per uno stage presso la Firestone Steel, in seguito al quale l’azienda varesina può aggiungere alla licenza di fabbricazione in esclusiva di ruote da camion con cerchi smontabili ottenuta poco più di vent’anni prima, la concessione sia per i cerchi tubeless ad anelli con canale 15° da autocarro, sia per i multipezzo da movimento terra brevettati qualche anno addietro da Goodyear.

 

La direzione tecnica negli anni del boom

Cosicché, se prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale la Gianetti può produrre su licenza dell’americana Dayton Steel Foundry ruote a raggiera in acciaio fuso, assolutamente innovative per il mercato nazionale, nel dopoguerra consolida la propria egemonia nel settore e presto diviene la prima (e unica in Italia) a fabbricare ruote d’autocarro per coperture pneumatiche. Un predominio conquistato in due decadi non solo grazie alla fornitura di ruote di primo equipaggiamento, ma anche per la forte richiesta di prodotti che, insieme a speciali falsi mozzi, aggiornano i mezzi circolanti, trasformando i montaggi di vecchio tipo (ruote a fascia piana o con struttura in legno) sugli autocarri sia dei marchi italiani, da Bianchi, Ceirano, Isotta e Lancia a Fiat, Om e Spa, che di produzione estera, da Chevrolet a Ford.

Nel frattempo, a Riccardo Girola bastano sei anni per essere promosso dirigente. E da giovanissimo direttore tecnico si fa apprezzare per qualità professionali e doti umane, contribuendo a superare la difficile congiuntura in cui si avvita la Gianetti dopo i ripetuti lutti che colpiscono la famiglia. Di qui, nell’estate del 1959, la cessione ai proprietari della torinese Fergat, produttrice di ruote per autovettura. È il rilancio, con investimenti favoriti dal boom economico del mercato italiano di quegli anni.

Riccardo Girola moltiplica i suoi viaggi oltreconfine per imbastire accordi tecnici e avviare nuove trattative commerciali: ecco allora per la Gianetti importanti commesse estere che alimentano il volano dello sviluppo. Che da un lato si giova della produzione di nuovi cerchi serie 15° per autocarro, realizzati in un unico pezzo (cioè senza più gli anelli) e destinati al montaggio di pneumatici privi di camera d’aria.

 

Nuovi indirizzi e soluzioni tecnologiche

E dall’altro fa leva sull’ampliamento della gamma dei prodotti a catalogo non solo con i cerchi tubeless a tre e cinque elementi per le macchine movimento terra, ma anche con i barili di birra alla spina in acciao inox, fabbricati su licenza Firestone, dalla tecnologia molto simile a quella di una ruota a disco.

Nello stesso periodo, a seguito dell’avvenuta integrazione con la società Fergat, la Gianetti abbandona la produzione di ruote per vettura: un’attività che negli anni 30 e 40 aveva sortito grandi soddisfazioni commerciali grazie a prodotti di design destinati a sostituire gli equipaggiamenti originali, in genere dall’estetica scadente. Ruote di un aftermarket ante litteram, dotate di cerchi profilati a canale (simile a quello ancora oggi in uso) e formate da un disco fuori serie di acciaio stampato munito di numerose finestre di foggia più gradevole.

Prosegue invece con successo la produzione dei cerchi destinati alle applicazioni OTR (per pale, ruspe, dumper, escavatori e livellatrici), in origine semplicemente derivati dalle ruote per impieghi agricoli: dispongono di una base composta, anelli rimovibili per consentire lo smontaggio di pneumatici molto rigidi e una guarnizione in gomma da alloggiare entro un canale predisposto nella zona gancio del cerchio, così da rendere il gruppo a perfetta tenuta d’aria.

Il focus primario è però sul segmento dell’autocarro, dove negli anni 70, sotto la direzione tecnica del nostro, si adottano nuove soluzioni tecnologiche e si perfezionano quelle esistenti quali la fluoformatura a freddo utilizzata per ridurre gli spessori del tondo di partenza contenendone così il peso e i costi. Nel 1977 Riccardo Girola diventa direttore dello stabilimento di Ceriano Laghetto e assume pure l’incarico di assistente alla direzione generale tecnica del gruppo Fergat, trasferendosi a Torino.

 

Il ruolo d’inesauribile uomo-azienda

Tre anni più tardi, però, la proprietà della Gianetti passa di mano. Segue un triennio di difficoltà per l’azienda, tra cassa integrazione e commissariamento, con l’organico che si riduce del 20% a circa 500 dipendenti, sino all’acquisizione da parte di Mario Magnetto, il fondatore del gruppo Cln di cui tuttora Gianetti Ruote è parte integrante.

È il rientro dell’ingegnere al timone del “suo” stabilimento, e l’avvio di una nuova stagione di rilancio, con robusti investimenti, forti scelte tecniche e indirizzi strategici che portano all’aumento della produttività e al recupero del mercato. Fino al 1992, quando lascia l’azienda al termine di un percorso professionale lungo 40 anni: è un decennio contraddistinto da un’evoluzione delle tecnologie di prodotto e di processo a ritmi sostenuti, foriero di un ulteriore salto di qualità. Anche per Riccardo Girola, col successo di un catalogo che annovera ruote a disco di grande serie, cerchi a canale 15° per pneumatici tubeless, destinate al primo equipaggiamento dei veicoli commerciali e dei rimorchi industriali dei maggiori produttori europei, da Mercedes a Man e Iveco. Ma la sua non è un’uscita di scena definitiva: c’è ancora molto da fare e da dare, e il logico seguito dell’affezione di un instancabile uomo-azienda è la consulenza alla nuova direzione tecnica della Gianetti, che accetta con entusiasmo, per una collaborazione che si estende ben oltre il 2000.

Ed è determinante, in particolare, il contributo da lui fornito per la certificazione dei sistemi di controllo della qualità Iso9001 e Qs-9000. Poi, si dedica all’attività di conferenziere, pure con ripetuti interventi all’Università della Terza Età di Saronno, e collabora alla gestione del Museo dell’Industria della cittadina lombarda. Alla memoria dell’ingegnere, scomparso esattamente un anno fa, i vertici del gruppo Cln hanno deciso nel febbraio scorso di intitolare lo stabilimento di Ceriano Laghetto: sarà suo per sempre.

 

 

• RAPPORTI ISTITUZIONALI E UN MUST: FARE ASSOCIAZIONE

 

È un debito di riconoscenza di ampia portata, quello che l’industria delle ruote deve a Riccardo Girola, già onorato negli anni scorsi dalle due principali associazioni internazionali di settore. Innanzitutto l’European Tire and Rim Technical Organization (Etrto), del cui consiglio esecutivo è stato a lungo uno dei componenti, e che nel 1992 gli ha assegnato la qualifica di membro onorario. Riconoscimento analogo, dieci anni dopo, da parte dell’Association of European Wheel Manufacturers (Euwa), della quale nel 1990 è stato il general manager. Anche grazie al suo contributo, con la riconosciuta competenza tecnica e la capacità di tessere rapporti ad alti livelli, ecco per il sodalizio continentale dei costruttori di ruote l’ingresso nel comitato tecnico dell’Iso (organizzazione internazionale di standardizzazione) e il definitivo iscriversi tra le associazioni che partecipano ai processi di normazione del comparto. 

torna all'archivio