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18/12/2013
ACI A TUTTO CAMPO PER LA SICUREZZA STRADALE

 

Nuovo Codice della Strada, lancio di “Galileo” e promozione delle tecnologie più avanzate


Per risolvere i problemi dati dalla congestione stradale in arrivo nel 2014 il nuovo Codice della Strada e Galileo, il nuovo sistema satellitare civile europeo, che permetterà una mobilità più fluida, sicura ed efficiente.

 

Paolo Castiglia

 


Nuovo Codice della Strada entro il 2014, poi “Galileo”, sistema satellitare civile europeo, e forte promozione delle tecnologie più avanzate per la sicurezza stradale. Autunno costellato di iniziative a servizio della sicurezza stradale quello dell’Aci, a partire dalla 68a Conferenza del Traffico e della Circolazione, conclusa con l’approvazione di una risoluzione che, appunto, sprona Governo, Parlamento e  istituzioni a completare la stesura e l’approvazione del nuovo Codice della Strada entro il 2014.Il nuovo Codice, secondo quanto emerso dalla Conferenza, detterà in pochi articoli le norme di comportamento degli utenti della strada, mentre le disposizioni tecniche sulle caratteristiche dei veicoli e tutti gli adeguamenti alle disposizioni europee e allo sviluppo tecnologico troveranno spazio in uno specifico regolamento, le cui modifiche saranno più celeri e semplici.


I rappresentanti del Governo e del Parlamento intervenuti alla Conferenza hanno condiviso con l’Aci un percorso comune per l’ammodernamento della mobilità, che produrrà risultati concreti sul tessuto sociale, economico e produttivo del paese: riduzione dell’incidentalità, diffusione della cultura della sicurezza stradale, efficienza del sistema dei trasporti, semplificazione delle procedure amministrative, certezza del rispetto delle regole, sfruttando le potenzialità del Pra e degli altri strumenti a tutela dei diritti dei cittadini.


Occorre tenere presente che si parte da una situazione difficile: nelle nostre città 1 minuto su 4 in auto è sprecato nel traffico e nella ricerca di un parcheggio. La congestione stradale ci costa oltre 5 miliardi di euro ogni anno, a cui vanno aggiunti molti dei 30 miliardi di spesa sociale per incidenti stradali. La statistica non ci conforta, prevedendo un aumento dell’urbanizzazione con punte del 50% fino al 2050, ma la tecnologia sì, soprattutto quella satellitare che entro il 2020 equipaggerà il 90% dei veicoli su strada. Anche questa, però, mostra ancora limiti che ne compromettono l’efficacia.


“La rivoluzione copernicana – secondo Aci - è rappresentata da “Galileo”, il sistema satellitare civile europeo, ideato dalla Comunità Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea, indipendente e compatibile con quello russo e statunitense. Ciò emerge dallo studio “La Mobilità ai tempi di Galileo”, realizzato dalla Fondazione Caracciolo dell’Aci e presentato sempre alla 68a Conferenza del Traffico e della Circolazione, organizzata dall’Automobile Club d’Italia. All’evento ha partecipato anche Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Europea e commissario europeo all’Industria e all’Editoria.


Il nuovo sistema satellitare europeo permetterà una mobilità più fluida, sicura ed efficiente, ma anche il pagamento in tempo reale di pedaggi e tasse in base alle condizioni del traffico e all’utilizzo effettivo del veicolo. Sfruttando le più avanzate tecnologie, rispetto agli altri sistemi satellitari Galileo è più preciso, più affidabile, con una più estesa copertura territoriale e soprattutto più funzionale: sarà il sistema operativo per la smart mobility di domani. Non solo ridurrà il traffico e la congestione, ma costituirà la piattaforma per app e programmi di gestione ed ottimizzazione della mobilità.


Grazie anche al contributo di Aci che ha messo a disposizione del progetto il proprio know how, Galileo faciliterà la vita agli automobilisti con la semplificazione delle procedure amministrative dei veicoli e l’incremento della sicurezza stradale. Galileo consentirà infatti il pagamento in tempo reale di pedaggi e tasse in base alle condizioni del traffico e all’utilizzo effettivo dell’auto, oltre a potenziare con i sistemi eCall i servizi di soccorso stradale, riducendo al minimo i tempi di intervento per guasto o incidente.


La tecnologia rende le nostre automobili sempre più sicure, ma i moderni sistemi elettronici di assistenza alla guida funzionano davvero solo se i conducenti sanno cosa sono e a cosa servono. Usarli è facile: fanno tutto in automatico. Però è importante sceglierli e capirli bene. Ecco perchè l’Automobile Club d’Italia e la Federazione Internazionale dell’Automobile hanno organizzato al Centro di Guida Sicura di Vallelunga – con la partecipazione dell’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive e il supporto di Bosch – “Choose eSafety”, appuntamento internazionale per la promozione delle tecnologie più avanzate per la sicurezza stradale. Tra i tanti dispositivi di ausilio alla guida, quelli che stanno riscontrando il maggiore interesse degli automobilisti sono AEB – Autonomous Emergency Braking (frenata automatica d’emergenza in caso di ostacolo), LDW – Lane Departure Warning (allarme per il superamento delle corsie) e ISA – Intelligent Speed Assistance (sistema di adattamento automatico della velocità ai limiti di legge).


Questi tre dispositivi, da soli, sarebbero in grado di salvare ogni anno 200 vite umane sulle strade italiane se fossero installati su tutti i veicoli in circolazione, consentendo un risparmio annuo di oltre 325 milioni di euro nella spesa sociale imputabile all’incidentalità stradale. Il più utile è l’AEB, che eviterebbe 90 morti/anno e l’esborso di 130 milioni di euro garantendo il rispetto della distanza di sicurezza. Poi l’ISA, che farebbe risparmiare 75 vite/anno e 115 milioni di euro facendo osservare uniformemente i limiti di velocità. Infine l’LDW, con -50 morti/anno e una riduzione dei costi sociali di 80 milioni di euro. Secondo una rilevazione dell’Aci su 264 modelli di 33 case automobilistiche, queste tecnologie sono oggi disponibili solo per 1 vettura su 4 in commercio e la scarsa penetrazione nel mercato italiano e la lentezza del ricambio del parco veicolare limitano i benefici di AEB, ISA e LDW a sole 118 vite salvate fino al 2020, con una media di 15 ogni anno.

 


Sticchi Damiani: necessarie facilitazioni fiscali per chi promuove la sicurezza


“Per accelerare l’innalzamento degli standard di sicurezza sulle nostre strade – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – Aci sollecita le istituzioni europee e italiane a favorire lo sviluppo di una maggiore conoscenza delle tecnologie per la mobilità sicura, prevedendo facilitazioni economiche e fiscali per le auto più sicure al pari di quelle ecologiche e incentivando le compagnie assicurative ad agire sui premi rc-auto a favore dei modelli equipaggiati con le tecnologie più efficaci nella prevenzione degli incidenti stradali. Un contributo fondamentale può arrivare dalla prossima entrata in vigore a livello comunitario di una serie di misure finalizzate alla diffusione dei dispositivi più moderni e innovativi per la sicurezza”.


“I sistemi di assistenza garantiscono maggiore sicurezza e comfort in auto, assicurando un’esperienza di guida molto più sicura e rilassata – spiega a sua volta Gabriele Allievi, amministratore delegato Bosch Italia – e i sistemi di assistenza alla guida, grazie alla loro tecnologia avanzata, sono già presenti e si affermeranno velocemente anche nel mercato delle utilitarie. Inoltre, con la crescente domanda e disponibilità di tecnologia, i costruttori potranno cogliere un ‘uteriore occasione per differenziarsi dalla concorrenza”.

 


• Indagine Aci-SicurAuto: controlli a rischio sui pneumatici, il 90% dei manometri non funziona


Secondo alcuni studi internazionali, 8 automobilisti su 10 viaggiano con gomme sgonfie, sprecando oltre 100 euro l’anno di carburante ed emettendo 144 kg in più di CO2. Circa il 16% dei sinistri in Europa è imputabile alla pressione non conforme dei pneumatici. Ma la manutenzione stessa dei pneumatici è a rischio: in 47 stazioni (16% del campione) i manometri sono rotti o non disponibili, mentre in 10 punti sono addirittura sotto chiave. Anche i conducenti più attenti e scrupolosi non sono quindi esenti da rischi sulla strada.


L’allarme lo ha lanciato l’indagine condotta da Automobile Club d’Italia e SicurAuto.it: il 90% dei manometri nelle stazioni di servizio urbane, extraurbane e autostradali non funziona o comunque presenta un grande margine di errore ai fini della sicurezza. Addirittura, su 298 apparecchi controllati con un tour di 3.051 km, il 39% lascia i pneumatici pesantemente sgonfi pur indicando una pressione conforme a quella indicata sul libretto di manutenzione dell’auto, mentre il 36% li gonfia più del dovuto. Solo il 10% del campione esaminato è preciso e affidabile.


La diffusione maggiore di dispositivi starati si registra al centro Italia (86,5%) e al sud (75,8%). In Campania è stato trovato un manometro con errore di -1,95 bar mentre nel Lazio +1,2 bar. La staratura media in Italia è di 0,3 bar. L’indagine ACI-SicurAUTO.it ha evidenziato alcune assurdità: in 3 aree di servizio bisogna pagare 1 euro per far controllare le gomme e in viale Marconi a Roma il costo sale a 2 euro.


L’Automobile Club d’Italia e SicurAUTO.it hanno anche effettuato alcuni test nel Centro di Guida Sicura di Vallelunga, dimostrando che pneumatici sgonfi allungano sensibilmente gli spazi di frenata e influenzano il comportamento della vettura nelle condizioni più critiche, come evitare un ostacolo improvviso. 

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