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AFTERMARKET E COMMERCIALI NELLA SCIA DELLA RIPRESA

Paolo Castiglia

“Nel 2016 riscontriamo un andamento positivo per tutte le famiglie prodotto dell’aftermarket del settore automotive eccetto i materiali di consumo, che avevano già evidenziato una contrazione dell’11,1% nel primo semestre dello stesso anno”. Sono parole di Paolo Vasone, coordinatore proprio della sezione aftermarket del Gruppo componenti Anfia, parole che commentano il trend di mercato che nel 2016 ha proseguito sulla scia di un 2014 considerato come anno di svolta, essendo stato il primo in crescita dopo 6 consecutivi in flessione a causa della ben nota crisi mondiale – e un 2015 proiettato in avanti verso la ripresa.

Secondo i dati del Barometro Aftermarket, infatti, il fatturato di questo settore registra un decremento del 3,6% nel 2016 rispetto all’anno precedente, che era risultato in crescita del 4,3%.

A un primo trimestre negativo (-2,8%), ha fatto seguito un secondo trimestre stabile (+0,03%), mentre nella seconda parte dell’anno si sono susseguiti un terzo trimestre in calo del 5% e un quarto trimestre ulteriormente in flessione del 6,4%.

Ma è un dato ingannatore, come accennato in apertura: guardando all’andamento delle singole famiglie prodotto, riportano la crescita maggiore i componenti elettrici ed elettronici (+4,7%), che recuperano il calo del 7,4% registrato nel 2015.

Seguono i componenti di carrozzeria e abitacolo, in rialzo del 2,8% dopo un 2015 che aveva chiuso a +13,4%, e i componenti motore, che riportano una crescita del 2,5% (+9,4% nel 2015), mentre i componenti undercar chiudono a +1,4% (+4,6% nel 2015). L’unica categoria in calo è quella dei materiali di consumo, con una contrazione a due cifre del 10,7% contro il risultato positivo del 2015.

E ancora di crescita parliamo se andiamo a guardare il mercato dei veicoli commerciali, che segna in febbraio un incremento del 7,9%, in leggera accelerazione rispetto al trend di gennaio.

Secondo le proiezioni elaborate e diffuse dal Centro Studi e Statistiche dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, infatti, i veicoli immatricolati nel mese, in questo caso gli autocarri con ptt fino a 3,5 tonnellate, sono stati 13.750, 1.000 in più rispetto ai 12.740 dello stesso periodo 2016, che a sua volta aveva segnato un incremento del 29,4%. Il saldo del 1° bimestre indica un aumento del 5,9% grazie alle 25.800 immatricolazioni, che si confrontano con le 24.370 del gennaio-febbraio dello scorso anno.

“Come noto – ha afferma in proposito Massimo Nordio, presidente dell’Unrae – negli anni di crisi i veicoli commerciali hanno subito progressivi rallentamenti fino al minimo storico del 2013. Le azioni di stimolo messe in campo dal Governo lo scorso anno, quali il super ammortamento e la Legge Sabatini a sostegno dell’acquisto di beni strumentali, sono state ben recepite dal mercato dei veicoli commerciali, consentendo un rinnovo più accelerato del parco circolante e l’effettiva ripresa del settore dei veicoli da lavoro”.

“La proroga di tali misure – conclude Nordio – sta sostenendo le vendite di molti costruttori esteri e nazionali anche in questi primi mesi del 2017 e la chiusura del mese di marzo e del 1° trimestre sarà indicativa sulla valutazione complessiva dell’anno in corso che, nel periodo estivo, si troverà di fronte anche all’esigenza di immatricolazione degli stock di veicoli Euro 5 completi, in scadenza il prossimo 31 agosto”.

“In attesa della nuova spinta che potrà arrivare anche dal rinnovo delle misure di incentivazione agli investimenti nel settore dell’autotrasporto – ha commentato a sua volta Franco Fenoglio, presidente della Sezione veicoli industriali Unrae – il mercato comunque tende sostanzialmente a crescere, denunciando una necessità fisiologica di rinnovo del parco, in presenza di mezzi ormai ampiamente obsoleti, la cui gestione si fa complicata ed economicamente poco conveniente, oltre a non rispondere alle prescrizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile”.

 

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