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Ecomotive - Archivio

AFTER MARKET E INDUSTRIALI IN CRESCITA

Mercato europeo cresciuto del 4,8%, con un fatturato di 218 miliardi di euro

Paolo Castiglia

L’automotive muove un giro d’affari molto, molto importante: dati positivi a livello europeo e ottime previsioni anche per rimorchi e semirimorichi. Partendo dal primo punto, l’ultima overview di settore è tracciata dall’Istituto Ifh di Colonia. Come riporta un articolo del Sole 24 Ore, il settore, che riguarda la produzione di componenti e ricambi, il riciclo, la distribuzione, la rivendita e l’installazione di tutte le parti dei veicoli, nel solo mercato Ue è cresciuto del 4,8 per cento nel 2015, generando un fatturato di 218 miliardi di euro per quanto attiene i componenti originali, ricambi, accessori e pneumatici.

La sola manutenzione e riparazione di autoveicoli ha invece prodotto, lo scorso anno, un business di 135 miliardi di euro. Secondo Marc Aguettaz, Ad di GiPa Italia, l’aftermarket automobilistico vale ben 500 miliardi di euro. E le previsioni di crescita sono del tutto positive: entro il 2020 potrebbe toccare la quota significativa di 640 miliardi di euro. Un colosso del Pil internazionale che guarda con sempre maggiore interesse ai mercati emergenti (come Indonesia, Cina e Brasile) e che oggi si misura con l’auto connessa e la manutenzione predittiva. Il 70 per cento della distribuzione dei ricambi è in mano all’Indipendent Aftermarket, chiamato oggi a contrastare l’offensiva degli operatori dell’Orginal Equipment: sempre più interessati a mettere piede nel mercato del post vendita.

In questo scenario, la filiera nazionale viaggia a passo spedito. Cresce la spesa di autoriparazione e anche la propensione all’internazionalizzazione del nostro made in Italy. Secondo l’ultimo report dell’Associazione Nazionale della Filiera dell’Industria Automobilistica, nei primi 6 mesi dell’anno l’export della componentistica nazionale per autovetture ha raggiunto la quota di 10,4 miliardi di euro. Una performance che rappresenta il 5% di tutto l’export italiano.

Altri dati positivi in area auto motive arrivano dal Centro Studi e Statistiche dell’Unrae, che, sulla base dei dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha stimato per i primi nove mesi del 2016 un incremento nelle immatricolazioni di rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5 t del 34,6% rispetto allo stesso periodo del 2015, con 10.700 veicoli venduti contro i 7.947 dell’anno precedente.

“La recente apertura dei termini per la presentazione delle domande di finanziamento a valere sul Fondo di 9 milioni complessivi stanziati per l’acquisizione di rimorchi e semirimorchi destinati al trasporto combinato – afferma Sandro Mantella, dell’Unrae – dà senz’altro un significativo impulso al rinnovo e all’ammodernamento del parco dei veicoli rimorchiati. Noi continuiamo, tuttavia, ad attirare l’attenzione del Governo e del Parlamento sul fatto che un adeguato livello di sicurezza della circolazione deve prevedere anche incentivi al rinnovo dei rimorchi e semirimorchi per il trasporto stradale, dove l’impiego di mezzi obsoleti in abbinamento con motrici o trattori dotati di tecnologie di sicurezza attiva aggiornati crea potenziali situazioni di rischio”.

In merito a una sempre migliore e puntuale lettura del mercato, Unrae ha recentemente rilanciato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un dialogo mirato per definire più nel dettaglio le caratteristiche dei veicoli rimorchiati e dei relativi allestimenti e impieghi, argomenti di particolare attualità e interesse, di respiro europeo e internazionale.

 

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